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Microsoft taglia i costi di Windows Azure

Microsoft taglia i costi per il traffico in entrata su Windows Azure, rendendo la propria offerta cloud ancora più appetibile per i nuovi clienti.

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La rincorsa al cloud computing si sta rapidamente trasformando in una vera e propria conquista di un territorio ancora parzialmente inesplorato e dotato di incredibili potenzialità. Quella che è divenuta ormai una guerra viene combattuta a colpi di offerte e funzionalità di primo piano: l’ultima novità giunge direttamente da Redmond, ove Microsoft annuncia un sensibile taglio nei prezzi relativi alla propria infrastruttura cloud battezzata Windows Azure.

In particolare, grazie alla nuova proposta del gruppo guidato da Steve Ballmer, a partire dal 1 luglio 2011 il traffico in ingresso verrà offerto ai clienti in maniera totalmente gratuita, indipendentemente dalla quantità di dati in arrivo verso i server e dai relativi picchi. Una mossa, questa, dettata dalla volontà di rendere Azure ancora più invitante agli occhi dei nuovi potenziali clienti, offrendo loro la possibilità di ridurre sensibilmente i costi per la gestione delle attività legate al cloud computing.

La novità è stata inizialmente annunciata da Microsoft ad alcuni dei propri clienti, le cui reazioni sono state piuttosto positive: Andrew Dowsett, CTO di Press Associations, ha infatti sottolineato come sia possibile per il proprio gruppo utilizzare Windows Azure per l’upload di grosse quantità di file multimediali, senza preoccuparsi di far lievitare le fatture. La piattaforma di Redmond vuole dunque calamitare l’attenzione della più ampia fetta possibile di pubblico, offrendo funzionalità di primo piano a prezzi vantaggiosi, ampliando il proprio raggio d’azione e promuovendo la diffusione del cloud computing in nuovi settori.

La nuova offerta di Microsoft non rappresenta il primo tentativo da parte della società di elevare Azure al di sopra delle soluzioni proposte dalla concorrenza in termini di vantaggi economici: nel corso dell’ultimo autunno, ad esempio, il gruppo statunitense ha introdotto un prezzo di 0,05 dollari per ogni ora di elaborazione da parte dei server dell’infrastruttura, permettendo così agli sviluppatori di caricare le proprie app nella nuvola a costi piuttosto contenuti rispetto a quanto disponibile altrove.

Il cloud secondo Microsoft, dunque, poggia le proprie fondamenta sulla concessione di servizi a prezzi vantaggiosi, senza perdere colpi dal punto di vista della qualità e dell’affidabilità dei prodotti offerti alla propria clientela. Garantendo a quest’ultima la possibilità di utilizzare i server della società come veri e propri archivi remoti senza spese aggiuntive, il gruppo di Redmond ha quindi piazzato uno scatto in avanti in grado di far emergere Azure in un contesto ricco di nomi che uno dopo l’altro si cimentano in tentativi di conquista basati su differenti paradigmi.

Fonte: Windows Azure Blog • Notizie su: