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RIM, la lettera aperta di un dipendente deluso

Una lettera anonima di un dipendente RIM mostra ai vertici alcuni possibili punti dai quali ripartire per ristabilire le sorti del gruppo.

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I cicloni iPhone e Android hanno rapidamente cambiato le carte in tavola nel mondo mobile, rendendo obsoleti dispositivi fino a quel momento ritenuti il fiore all’occhiello del settore. Le conseguenze per gruppi come RIM sono state devastanti, al punto che dalla propria posizione di leadership, la società canadese si trova ora a rincorrere altre società, il cui passo sembra eccessivamente rapido: una rincorsa che deve basarsi su idee e soluzioni nuove, come suggerito da un dipendente del gruppo in una lettera aperta ai vertici della società.

La lettera con cui l’impiegato RIM intende smuovere la coscienza di Jim Balsillie e Mike Lazaridis nasce da un sentimento largamente diffuso all’interno della società: un sentimento che risponde al nome di sconforto, con molti dipendenti stufi di una situazione deleteria per il marchio. La lettera ha dunque l’obiettivo di svegliare i due dirigenti, mettendoli di fronte ad una realtà in cui RIM necessita di nuova linfa vitale in tempi brevi, rimandando tuttavia il rilascio di nuovi device e nuove soluzioni a causa di ricorrenti problemi. Una lettera con la quale un singolo dipendente si fa portavoce di una più ampia coalizione, chiedendo maggiore voce in capitolo: le idee eccellenti all’interno della società non mancano, ma troppo spesso vengono frenate dal timore di perdere il proprio posto.

La scalata del gruppo, secondo l’anonimo firmatario della missiva, deve ripartire dalla piattaforma operativa QNX, tenendo sempre presenti alcuni punti che hanno decretato il successo di Apple. Tra questi, uno ruolo di primaria importanza è quello rivestito dallo sviluppo di prodotti orientati agli utenti, le cui esigenze e necessità devono essere il centro gravitazionale dell’intero processo di progettazione e realizzazione dei device. Troppo spesso la società canadese si è fatta guidare dalle esigenze dei partner, dalla volontà di rispondere alle offensive della concorrenza e dall’intenzione di fornire device con funzionalità paragonabili a quelli già sul mercato, senza mai intraprendere una propria strada: una strada che deve rappresentare il vero e proprio marchio di fabbrica dei prodotti RIM, prendendo in alcuni casi decisioni drastiche ma dettate da specifiche motivazioni.

Si passa poi alle lacune da colmare: la maggiore esigenza in tal senso si fa sentire dal punto di vista decisionale, con la mancanza di leader carismatici in grado di prendere soluzioni decisive durante lo sviluppo delle applicazioni e delle piattaforme operative. La rincorsa del gruppo necessita poi di ridurre allo stretto necessario il numero di progetti in cui lo stesso è coinvolto: ancora una volta, al centro dei progetti devono esserci gli utenti, i cui bisogni devono ricevere una rapida risposta targata RIM. Piuttosto che tuffarsi in una miriade di progetti senza che alcuno di essi possa godere dell’impegno necessario alla realizzazione di un qualcosa in grado di emergere rispetto alla concorrenza, dunque, meglio pochi progetti ma ben strutturati.

Tra gli altri cambiamenti necessari al riposizionamento di RIM ai vertici del mercato vi sono una maggiore apertura verso gli sviluppatori, fornendo strumenti semplici da utilizzare per spianare loro la strada verso la piattaforma BlackBerry, una maggiore valutazione dei prodotti, creando negli utenti quel desiderio verso di essi che caratterizza i device Apple, ed una modifica radicale all’organigramma societario per lasciare spazio alle figure di maggiore valore. Chiude l’elenco delle richieste una maggiore apertura verso i propri dipendenti, fornendo loro maggiore voce in capitolo per la creazione di nuovi prodotti in grado di riscuotere successo tra gli utenti.

Invitata a rispondere, RIM non ha tardato a far conoscere la propria posizione in merito alla vicenda: una posizione che inizialmente prende le distanze dalla lettera pubblicata online, la cui autenticità risulta piuttosto improbabile da verificare. Allo stesso tempo, però, i vertici societari hanno ribadito come il gruppo possa ancora vantare una posizione di tutto rispetto, risultando una delle aziende del mondo tecnologico più attive. Nella lettera di risposta è possibile inoltre leggere la conferma del periodo di transizione che la società sta attualmente vivendo: un periodo in cui parecchie cose potrebbero cambiare, essendo i vertici sempre alla ricerca delle soluzioni migliori per il futuro del gruppo. Un futuro che, come indicato nella lettera, necessita di cambiamenti importanti per rispondere colpo su colpo alle offensive della concorrenza.

Fonte: BGR • Notizie su: