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Facebook App: maggiore controllo agli sviluppatori

Una nuova funzione di Facebook Insights permette agli sviluppatori di monitorare meglio l'uso delle loro applicazioni.

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Due settimane or sono, alcuni sviluppatori hanno notato che le loro applicazioni erano state disattivate senza avviso da Facebook, in quanto considerate spam. Per evitare il ripetersi di un inconveniente di questo tipo, gli ingegneri del social network hanno migliorato Facebook Insights, il servizio di analisi statistica, per dare agli sviluppatori un controllo maggiore sull’utilizzo delle loro applicazioni.

Finora, se un’applicazione riceveva dagli utenti un numero elevato di feedback negativi, un sistema automatico bloccava l’app perché sospettata di essere spam. Gli sviluppatori ora vedranno all’interno di Insights una nuova scheda, denominata News Feed, che mostra in modo più chiaro i feedback positivi (clic, commenti e like) e i feedback negativi ricevuti mediante i comandi “nascondi” o “segna come spam”.

Anche il sistema di disattivazione è stato modificato in maniera più granulare. Quando, ad esempio, un’applicazione riceve un elevato numero di feedback negativi attraverso i messaggi di chat, Facebook disattiverà solo quel canale, supponendo che l’app sfrutti la chat come veicolo per lo spamming. Se invece i feedback negativi provengono da diverse fonti, l’app verrà disattivata ma non cancellata. In questo modo gli utenti non potranno più usarla, mentre lo sviluppatore continuerà ad accedervi per testarla o per modificare le proprie impostazioni.

Facebook sottolinea comunque che non esiste una formula precisa per descrivere con esattezza i feedback negativi, per cui invita semplicemente gli sviluppatori a realizzare applicazioni sempre migliori, in modo da ridurre problemi di questo tipo e distinguere le proprie app dalla massa dello spam. Nei prossimi mesi, inoltre, verrà introdotto un nuovo sistema di valutazione basato sul ranking che permetterà di distinguere meglio le app di qualità da quelle scadenti.

Fonte: Facebook Developers • Via: TechCrunch • Notizie su: