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I “.xxx” avranno un motore di ricerca dedicato

La ICM Registry intende dedicare il dominio search.xxx ad un motore di ricerca dedicato per i contenuti presenti sui domini .xxx.

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A quanto pare la casa chiusa del Web avrà un suo motore di ricerca privato. I siti sotto dominio .xxx, infatti, saranno ordinati ed indicizzati da apposito servizio di ricerca, rendendo così il ramo sempre più indipendente, “chiuso” e parallelo al resto dei Top Level Domain.

Secondo quanto spiegato dal presidente della ICM Registry (proponente e gestore dei domini .xxx), Stuart Lawley, un apposito dominio è già stato riservato: search.xxx diventerà in pratica il punto di accesso predefinito al mondo della pornografia sotto i .xxx, indicizzando i materiali ivi archiviati e consentendo così agli utenti di poter accedere in modo ordinato a quanto caricato dai vari provider di contenuti.

Secondo quanto spiegato da Lawley, il motore dedicato dei .xxx consentirà di trarre beneficio da un motore pensato appositamente per il mondo della pornografia e che consentirà con maggior efficacia di trasformare i visitatori in utenti paganti. Il motore andrebbe pertanto a differenziarsi rispetto alle offerte Google o Bing grazie a servizi dedicati ed interfacce pensate appositamente per mettere in evidenza contenuti specifici al cospetto di target ben identificati.

Il motore di ricerca sarebbe ad oggi soltanto un progetto, ma in realtà la ICM Registry non avrebbe ancora a disposizione un partner in grado di dar corpo e tecnologia all’idea del gruppo. La stessa industria della produzione e della distribuzione di materiale pornografico potrebbe non essere del tutto d’accordo sull’idea del motore, vedendo nell’ICM Registry tanto una opportunità quanto un possibile rischio ed un possibile elemento in grado di togliere potere alle maggiori etichette del settore.

L’area “privee” del Web rimane pertanto al momento disordinata, in attesa di nuove indicazioni. Per l’ICM Registry trattasi di soluzioni pensate per concretizzare il modello di business immaginato all’atto della proposta dei nuovi domini, ma per riuscire a mettere in moto gli ingranaggi occorrerà muoversi con estrema delicatezza presso tutti i partner coinvolti nell’esperimento.

Fonte: The Register • Via: WebProNews • Notizie su: