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L’incertezza dei mercati frena le vendite dei PC

Il mercato dei pc a livello internazionale continua a crescere, ma a ritmo ridotto. Particolarmente difficile la situazione nell'Europa meridionale.

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Il personal computer continua la propria ascesa, ma la crescita è al di sotto delle aspettative. Gli strascichi di una crisi economica che non intende girare le spalle, unitamente alla rivoluzione mobile che sta permeando il settore, hanno creato i presupposti per una difficoltà oggettiva che continua a perdurare e che, tuttavia, non ha mai visto realmente in calo il settore. Semplicemente, stando ai dati Gartner sulle vendite internazionali del comparto, la crescita registrata va a configurarsi minore rispetto a quella attesa.

85.2 milioni di unità sono state vendute nel secondo trimestre del 2011, ossia il 2.3% in più rispetto al medesimo periodo del 2010: le previsioni Gartner indicavano un possibile +6.7%. Il gruppo di analisi vede il momento come una parentesi di transizione da anni di restauro basati su netbook e soluzioni low-cost ad un tentativo di rimbalzo ancora privo di risultanze. Gartner vede questa parentesi aprirsi nella seconda metà del 2010 e ad oggi non è ancora possibile delineare invece una fine.

Hewlett Packard rimane il vendor di maggior successo al mondo con una quota di mercato pari al 17.5%. Seguono Dell (12.5%), Lenovo (12%), Acer (10.9%), Asus (5.2%) e Toshiba (5.2%). La performance migliore è quella di Lenovo, cresciuta del 22.5% nel giro di un anno, e tale exploit vede il proprio contraltare nella caduta feroce di Acer che lascia per la strada il 20.4% (Gartner addebita il problema ad una politica di distribuzione fatta di grandi numeri e offerte a basso costo, cosa che rende più altalenante l’andamento e più fragile il mercato conquistato). Negli USA Apple sarebbe ormai il quinto produttore in assoluto, con un trend di mercato ben al di sopra della media della concorrenza grazie al recente refresh di parte dell’offerta.

Gartner spiega che soprattutto in Europa la domanda rimane bassa a causa dell’incertezza che l’area EMEA vede nell’economia. L’Europa meridionale, soprattutto, è funestata dai timori dettati dal debito pubblico e la propensione all’investimento rimane pertanto oltremodo bassa.

Fonte: Gartner • Immagine: wlodi • Notizie su: