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Lodsys denuncia anche Angry Birds

La Lodsys estende la propria denuncia per violazione di brevetti anche a Rovio (per Angry Birds), Electronic Arts e Take Two.

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Il nome Lodsys si è fatto conoscere nelle settimane passate per le denunce con cui sta tentando di portare in tribunale tanto gli sviluppatori iOS quanto gli sviluppatori Android. La strategia del team legale è stata ora parzialmente plasmata, eliminando uno dei gruppi sotto accusa ed aggiungendo nuovi grandi nomi alla denuncia.

Il nuovo documento depositato dai legali Lodsys vede comparire 11 nomi: dai 7 precedenti è stato depennato il marchio Wulven Games, mentre sono stati aggiunti cinque nuovi nominativi. Tra le nuove aziende tirate in ballo figurano nello specifico Rovio (i produttori del gioco Angry Birds), Electronic Arts (per The Sims 3 per iPhone), Atari, Square Enix e Take Two. Il mondo del gaming è pertanto nel mirino e l’accusa dimostra inoltre di non aver timori reverenziali nei confronti dei big sfidati a singolar tenzone in tribunale.

In totale sono ormai 37 i gruppi presi di mira, tra i quali anche nomi quali Adidas, Best Buy, The New York Times ed altri ancora. Il principio su cui l’accusa basa il proprio attacco è semplice: i brevetti violati sarebbero stati licenziati ad Apple e Google, ma la licenza non sarebbe direttamente validata anche per gli sviluppatori che producono per i rispettivi marketplace. Chi sfrutta i brevetti Lodsys, insomma, dovrebbe siglare una ulteriore licenza, pena la violazione e la conseguente denuncia.

Fin da subito la Lodsys è stata vista come il patent troll del momento, ma ad oggi nessuna Corte si è ancora pronunciata nel merito: se i brevetti saranno invalidati o se le accuse saranno respinte, per il piccolo gruppo si preclude un futuro nel settore; in caso contrario il gettito prevedibile potrebbe essere di enorme impatto ed i brevetti in causa potrebbero facilmente diventare enormi opportunità da monetizzare presso tutti i maggiori nomi dello sviluppo. Costringendo così eventualmente i responsabili dei marketplace ad intervenire per risolvere centralmente la questione, senza ricadute pericolose sui piccoli developer impegnati sugli app store.

Fonte: Foss Patents • Notizie su: