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Oracle, passo falso con Google per Android

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La guerra sui brevetti tra Google è Oracle è ancora ben lontana dal concludersi, ma le cose per Oracle non si stanno mettendo come l’azienda vorrebbe, tanto che dopo aver analizzato i rapporti presentati dalle due società, il giudice William Alsup che si sta occupando del caso ha indicato loro di ripensare alla proposta fatta.

Sono 2,6 i miliardi di dollari che Oracle chiede a Google per aver utilizzato parti di codice Java su Android, ma la proposta potrebbe esser ridimensionata di molto. Anzi, quasi del tutto.

Ma qual è il motivo di questo invito da parte del giudice? In poche parole, nel 2007 quando Java era di Sun, l’allora CEO della società pregò Google di utilizzare il linguaggio di programmazione in Android: Oracle ha cancellato quella storica informazione che dimostra appunto come non sia stata Google a copiare la tecnologia. Una vera e propria gaffe, dunque, che dovrebbe costringere Oracle a proporre ora un risarcimento di soli 100 milioni di dollari, ma la situazione si sta facendo sempre più complicata e per Google potrebbe profilarsi all’orizzonte un successo totale.

A questo punto, le richieste miliardarie di Oracle per presunta violazione di brevetti potrebbero essere completamente ribaltate, e se poche settimane fa si paventava un possibile affossamento di Android poiché un risarcimento di 2,6 miliardi di dollari sarebbe praticamente più denaro di quanto il gruppo di Mountain View ne abbia ricavato con l’advertising sul sistema operativo mobile, adesso la situazione potrebbe evolvere in direzioni totalmente differenti.

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