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Crisi Nokia, quali sono i motivi?

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Nokia ha chiuso il secondo trimestre dell’anno in rosso, con perdite per circa 368 milioni e un crollo nei profitti pari al 44%. Cifre che da sole spaventerebbero qualsiasi azienda pur grande che possa essere, ma che sembrano essere da stimolo per il gruppo finlandese, almeno secondo le dichiarazioni del suo CEO Stephen Elop, convinto della bontà delle scelte fatte dalla sua società negli ultimi mesi, compresa l’alleanza strategica con Microsoft che porterà Windows Phone sugli smartphone Nokia.

E proprio riguardo il sistema operativo degli apparecchi attuali e futuri del gruppo si giocherà la partita più importante. In queste ore si discute infatti dei motivi per cui un’azienda che fino a qualche anno fa dominava incontrastata il mercato sia caduta in difficoltà in maniera così netta e in così pochissimo tempo e uno dei potenziali “colpevoli”, secondo alcuni osservatori e diversi analisti del mercato, sembra essere proprio Symbian, il sistema operativo di casa Nokia.

Per molti Symbian si è rivelato uno dei punti deboli di Nokia, una piattaforma incapace di reggere il passo con i rivali più accreditati, Android in testa, che soprattutto hanno dimostrato di avere un livello di crescita e miglioramento, release dopo release, superiore al sistema operativo su cui puntava la casa finlandese, con l’aggravante di una linea prodotti con un prezzo d’acquisto che ha vede spesso e volentieri uscire vincenti gli altri concorrenti.

Esempi se ne possono fare diversi, come il Nokia N8 che con un prezzo di 345 euro supera di slancio i 333 euro dell’LG Optimus 2X, i 319 dell’HTC Desire e i 291 euro del Samsung Galaxy SL.

Insomma per Nokia si sarebbe trattato di fare i classici errori di chi, dall’alto della sua posizione di dominio sul mercato, si sente in diritto di fare il bello e cattivo tempo senza curarsi più di tanto delle tendenze e dei percorsi compiuti dai rivali. Un errore strategico che la casa finlandese pagherà ancora per qualche tempo, quando la quota di mercato in suo possesso potrebbe ridursi ulteriormente fino ad arretrare nella classifica dei primi costruttori al mondo.

Per questo motivo, l’accordo con Microsoft rimane l’unico appiglio a cui il gruppo dovrà cercare di tenersi stretto. Se le scelte di Elop si riveleranno giuste Nokia potrebbe lentamente risalire la china, magari imparando dagli errori del recente passato per cercare che non si ripetano mai più.

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