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AMD Fusion: dalle CPU alle APU

AMD Fusion

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Dopo l’acquisizione di ATI, AMD ha annunciato l’inizio dello sviluppo di un progetto denominato Fusion. Come si intuisce chiaramente dal termine, la nuova architettura prevede la “fusione” tra la CPU e la GPU per dare origine ad un particolare microprocessore ibrido, noto come APU (Accelerated Processing Unit). L’azienda di Sunnyvale ha suddiviso le APU in due categorie principali, alle quali corrispondono altrettante architetture: le APU Llano sono dedicate alle piattaforme Lynx per desktop e Sabine per notebook, mentre le APU Zacate, Ontario e Desna sono indirizzate alla piattaforma Brazos per netbook, notebook entry level e tablet.

La sezione CPU di Llano non presenta novità di rilievo, in quanto derivata dalla precedente architettura Stars impiegata anche nei processori Phenom II, con l’adozione di un processo produttivo più raffinato (32 invece di 45 nanometri). Quindi troviamo 2 o 4 core x86, supporto per memorie DDR3 fino a 1.866 MHz (1.600 MHz per la versione mobile), socket FM1 per Lynx e FS1 per Sabine. La sezione GPU invece deriva dalla serie Radeon HD 6000 con un numero di stream processor fino a 400 e supporto per DirectX 11, OpenGL 4.0 e Open CL 1.1, a cui si aggiunge la terza generazione dell’Universal Video Decoder (UVD) per la decodifica hardware di flussi video Blu-ray, Mpeg 2 e Mpeg 4.

APU-Llano

Riepilogando, una APU Llano include fino a 4 core x86 Stars, 128 KB di cache L1 e 1 MB di cache L2 per ogni core, GPU, UVD3, controller di memoria dual channel, controller PCI Express e northbridge. Questi chip fanno parte della serie A (A4 dual core, A6 e A8 quad core).

Più interessante è invece l’architettura Bobcat alla base delle APU Zacate, Ontario e Desna, in quanto rappresenta la vera novità per AMD, oltre ad essere la prima implementazione del progetto Fusion, annunciata all’inizio di gennaio. Le tre APU si differenziano principalmente per il valore del TDP: 18 Watt per Zacate, 9 Watt per Ontario e 5,9 Watt per Desna. Tutti i modelli delle serie E, C e Z condividono una GPU Radeon HD 6000 con 80 stream processor, il controller di memoria a singolo canale per moduli DDR3 fino a 1.333 MHz, il processo produttivo a 40 nanometri e il socket FT1.

AMD-Bobcat

Come nel caso dell’architettura Bulldozer, anche per Bobcat AMD utilizza il termine “modulo”. Un modulo Bobcat non è altro che un modulo Bulldozer con una unità per l’esecuzione di istruzioni sugli interi in meno; quindi sono presenti gli stadi di Fetch e Decode, un solo ramo per l’esecuzione delle operazioni sugli interi, una unità in virgola mobile a 128 bit, una cache L1 da 64 KB e una cache L2 da 512 KB per ogni core. A differenza di Bulldozer, però, le APU basate su Bobcat non supportano le nuove istruzioni multimediali SSE4.1/4.2 e AVX, ma solo le precedenti SSE4a presenti nelle CPU Athlon II e Phenom II.

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