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Samsung non ha copiato iPad, ma Stanley Kubrick

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Continuano i battibecchi tra Apple e Samsung sulla violazione di alcuni brevetti di cui Cupertino disporrebbe dell’utilizzo esclusivo. Qualche settimana fa, infatti, Apple ha citato in giudizio il concorrente perché alcuni prodotti, tra cui il Galaxy S, l’Infuse 4G, il Droid Charge e il Galaxy Tab, sarebbero fin troppo simili a iPhone e iPad. La società rivale, tuttavia, si è difesa nelle ultime ore con una motivazione del tutto originale: Samsung non si è ispirata alla Mela, bensì a Stanley Kubrick.

Il riferimento è a una scena di “2011: Odissea nello spazio“, in cui alcuni protagonisti sono intenti a consultare una sorta di magazine digitale durante il pasto. Secondo Samsung, si tratterebbe di un precursore dei tablet odierni tale da inficiare l’esclusività di design e funzioni rivendicate da Apple per il proprio iPad.

“Il tablet rappresentato nella clip dispone di una forma rettangolare in cui dominano il display, gli angoli arrotondati, una superficie frontale principalmente piatta, un retro piatto (evidente perché i tablet sono appoggiati sulla superficie di un tavolo) e un form factor molto sottile”.

Una descrizione che calza a pennello iPad e, conseguentemente, anche il Galaxy Tab, sebbene l’interazione degli utenti, quali ad esempio un multitouch, nello spezzone di Kubrick non venga mostrato. La mossa di Samsung può sembrare di primo acchito azzardata, ma già in passato la giustizia statunitense si è ritrovata a gestire processi simili. Giusto per citare un caso, negli anni ’60 è stato invalidato il brevetto sui materassi ad acqua, perché introdotti non dall’azienda che ne ha rivendicato la registrazione, bensì 30 anni prima da un racconto di science fiction di Robert A. Heinlein. Samsung sta quindi cercando di ripercorrere lo stesso cammino, nella speranza che l’eliminazione di alcuni brevetti Apple possa favorirne la concorrenza e la posizione sul mercato dei tablet.