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Nokia regala 2000 brevetti a Mosaid

Nokia ha concesso 2000 brevetti a Mosaid, senza ricevere in cambio alcuna somma. Il gruppo finlandese riceverà però parte dei proventi di accordi e cause.

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Duemila brevetti passano da Nokia a Mosaid, gruppo canadese che si occupa di gestire la proprietà intellettuale di tecnologie brevettate. Il portfolio brevetti della società finlandese si riduce dunque di una ricca porzione, ma sul piatto della bilancia non v’è alcuna offerta economica: Nokia ha infatti concesso gratuitamente tali brevetti a Mosaid, preferendo un diverso approccio nell’affare.

Tali brevetti, registrati da Nokia ma attualmente detenuti da Core Wireless Licensing, saranno utilizzati da Mosaid nei prossimi mesi come strumento d’accusa nei confronti di eventuali società che saranno colte in flagrante a violarli. Ed è qui che entra in gioco il fattore economico: Nokia si è infatti assicurata una percentuale dei proventi delle cause instaurate dal gruppo canadese, con una suddivisione che prevede un terzo dei ricavi a quest’ultima, mentre i restanti due terzi saranno suddivisi tra Microsoft e, appunto, Nokia.

Dei 2000 brevetti in questione, circa 1200 riguarderebbero l’esecuzione di operazioni largamente diffuse mediante l’utilizzo di reti wireless e sarebbero ritenuti fondamentali per l’evoluzione delle reti di comunicazione a livello mondiale, risultando alla base di numerose tecnologie. I restanti 800 avrebbero una minore importanza, riguardando principalmente l’implementazione di una serie di sistemi di comunicazione attraverso canali wireless.

Piuttosto che ottenere immediatamente danaro liquido per la concessione dei brevetti, dunque, Nokia ha preferito investirli nel lungo termine, potendo in questo modo garantirsi introiti per gli anni a venire sia per le violazioni da parte di altri gruppi, sia per gli accordi che verranno stretti per la concessione in licenza delle tecnologie realizzate nei laboratori finlandesi. L’idea di Nokia potrebbe dunque dare il “La” ad un nuovo approccio nei confronti della proprietà intellettuale, con diverse società che potrebbero seguirne le orme nei prossimi mesi.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: