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Riparte oggi l’asta per le frequenze delle telefonia mobile

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Riparte oggi dopo un weekend di pausa l’asta per l’assegnazione delle frequenze per la telefonia mobile. Lo scorso fine settimana, l’ultima giornata utile per i rilanci era risultata abbastanza fiacca con solo 10 rilanci e un aumento del valore complessivo della competizione di circa 20 milioni di euro (totale provvisorio di 2.526.475.873, 85 euro). Rilanci che avevano interessato sia le pregiatissime frequenze da 800MHz che quella da 2600MHz.

Per quanto riguarda la classifica provvisoria delle assegnazioni dei blocchi da 800MHz, troviamo l’ennesima rivoluzione con solo Wind in grado di aggiudicarsi teoricamente 2 blocchi, mentre Telecom Italia (TIM), Vodafone e H3G ne guadagnerebbero solo uno.

Come dicevamo sopra, ci sono tanti anche nuovi rilanci per i blocchi di frequenze da 2600MHz, dove però la classifica generale non varia più di tanto. Oggi, dalle 11 in poi presso gli uffici del Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico inizierà una nuova tornata di rilanci anche se la sensazione è che le l’asta debba ancora entrare davvero nel vivo.

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  • 05/09/2011 alle 07:04 #152720

    Filippo Vendrame
    Moderator
    05/09/2011 alle 19:07 #225664

    Carlo strata
    Participant

    Così gli operatori (la Casta) troveranno altre scuse per aumentare le oscene tariffe cui ci sottopongono da oltre 10 anni: con impianti già ben ammortizzati e che servono solamente per pagare l’inutile botta di pubblicità (Rai, Mediaset, La7, Formula1, Moto Mondiale, calcio, altri sport, …) in un mercato saturo e movimentato solo dal passaggio bidirezionale della Clientela tra i vari operatori che ha ovvi bilanci medi di movimentazione nulli.

    Questa sì che è evoluzione: questo sì che è un degno XXI secolo!!!

    Meno pubblicità, tariffe assai più convenienti, più trasparenza nella gestione di queste aziende che danno un servizio sociale ormai fondamentale: la comunicazione anche mobile e che, per questo, dovrebbero essere maggiormente controllate…

    L’idea che io batto da sempre è:

    1. tutte le infrastrutture di telecomunicazione di qualunque tipo (rame, fibra, radio) confluite in un’unica azienda di cui non si possano possedere (anche con meccanismi perversi) più di 1 ogni 1.000.000 azioni; il concetto assomiglia a quello di RFI (Rete Ferroviaria Italiana);

    2. altra azienda uguale e con ispettori di controllo che fa il billing su traffico secondo i piani dettati dagli operatori (a quel punto virtuali) e che ne controlla il traffico impedendo qualsiasi forma di censura stile Cina e Google (tanto per essere chiari);

    3. una botta di operatori esclusivamente virtuali.

    Come si arriva a questo?

    a) Semplicemente creando l’azienda al punto 1 facendo confluire tutto l’hardware relativo alle telecomunicazioni e che ne curerà manutenzione ed evoluzione tecnologica con una commissione aperta anche su Internet.

    b) Questa sarà inizialmente posseduta per parti diverse in base al valore messo in gioco da ciascun ex operatore reale.

    c) Ogni ex operatore reale vende le proprie quote fino a possedere al più 1 parte su 1.000.000.

    d) Si crea l’azienda di cui al punto 2 (billing); di cui l’Umanità si possa fidare.

    e) Si creano i nuovi contratti con i clienti attuali degli ex operatori reali ora virtuali.

    f) Nasceranno botte di nuovi operatori virtuali (come Poste Mobile, Coop Mobile, o simili), ma lo saranno tutti.

    g) il mercato farà il resto. ;-)

    I privati possono guadagnare sulle telecomunicazioni (moderno diritto inalienabile), ma con solamente un controllo del tipo proposto.

    Questo è il XXI secolo, ragazzi miei!