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Symantec: il costo del cybercrimine

Il cybercrimine ha avuto un costo complessivo di 388 miliardi di dollari nel 2010 e ha colpito 431 milioni di persone nel mondo.

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Il cybercrimine ha un costo complessivo di 388 miliardi di dollari, una cifra superiore al mercato nero di marijuana, cocaina ed eroina, e simile al valore del traffico mondiale di droga. Questo è il risultato di una indagine pubblicata da Symantec e relativa all’anno 2010.

Secondo il Norton Cybercrime Report 2011, 431 milioni di persone sono state vittime del cybercrimine nell’ultimo anno, più di un milione al giorno e 14 al secondo. Hanno avuto esperienza con attacchi di vario genere il 69% degli adulti, la maggior parte dei quali ha un’età compresa tra 18 e 31 anni, vive nei paesi emergenti, è di sesso maschile e fa un uso frequente di Internet (più di 49 ore alla settimana). Il 54% degli utenti è stato colpito da virus e altri malware, ma il 41% non ha installato una protezione adeguata per il proprio computer o non ha aggiornato il software antivirus (Symantec la definisce cyberapatia). Abbastanza preoccupante la crescita degli attacchi attraverso i dispositivi mobile, lamentati dal 10% degli intervistati, dovuti all’aumento delle vulnerabilità dei sistemi operativi (da 115 nel 2009 a 163 nel 2010), oltre che all’utilizzo dei social network, un mezzo molto utilizzato per trasmettere le infezioni informatiche.

Su 388 miliardi di dollari, 114 miliardi sono riferiti alle perdite dovute al denaro rubato dai cybercriminali e ai costi finanziari richiesti per riparare i danni provocati, mentre i restanti 274 miliardi rappresentano i costi associati al tempo perso dalle vittime. Per l’Italia le cifre sono, rispettivamente, 857 milioni e 8,5 miliardi di dollari, con una media di 5 vittime al giorno.

Le capitali del cybercrimine sono Messico, Brasile, Cina, India, Singapore e Sud Africa. In Italia, la percentuale di vittime è pari al 68%. Il numero di persone colpite da attacchi online sono il triplo di quelle colpite nel mondo reale, ma nonostante ciò esse prestano poca attenzione al problema. Solo il 31% degli adulti, infatti, prevede di subire un attacco online nel corso del prossimo anno.

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