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Jerry Yang vuole ricomprarsi Yahoo

Non sarà Google a fagocitare Yahoo e non sarà nemmeno Microsoft. Le ambizioni, semmai, maturano direttamente tra i fondatori del gruppo Yang e Filo.

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L’ha fondata, l’ha difesa, l’ha vista precipitare ed ora la rivuole indietro: il rapporto tra Jerry Yang e Yahoo si dimostra quantomai solido, tanto che colui il quale a suo tempo ha fondato l’azienda ora potrebbe tentare di riaverla indietro acquistando la parte necessaria per tornare con forza al comando del gruppo.

Jerry Yang è colui il quale con fierezza si è opposto all’acquisizione da parte di Microsoft: si è fatto da parte per lasciare il posto a Carol Bartz, ma ha mantenuto il suo 3.63% della proprietà. Il compagno di avventure David Filo possiede circa il 5% della proprietà e potrebbe mettere in campo la propria influenza se dovesse tornare utile. Secondo quanto emerso in queste ore Yang starebbe valutando le proprie opzioni, ma ad oggi non avrebbe ancora trovato i capitali necessari per organizzare la scalata all’azienda.

Il licenziamento di Carol Bartz ha aperto una breccia: il posto di CEO rimane vacante in quanto affidato ad interim all’ex-CFO del gruppo, l’azionariato potrebbe auspicare una cessione per sperare in un premio nel valore delle azioni, ma nel frattempo Yang medita il colpo a sorpresa. Dagli azionisti nel frattempo è già giunta richiesta al board di dimettersi in massa per dare al gruppo la possibilità di ripartire da nuove basi. La faida interna, insomma, sembra essere nuovamente e definitivamente deflagrata: il board arroccato attorno al presidente Roy Bostock (nel tentativo di far fuori Yang dai giochi), l’azionariato speranzoso probabilmente di trovare in Yang una nuova guida per uscire dall’impasse (ma gli azionisti non possono altresì dimenticare come sia proprio Yang ad aver rifiutato il denaro proveniente da Microsoft ai tempi della maxi-offerta rifiutata proprio alla vigilia della crisi economica che ha affondato i mercati).

Se tra gli acquirenti più ipotizzati per Yahoo si era fino ad oggi considerato il gruppo Microsoft, ora la situazione sembra parzialmente diversa: i problemi, ancora una volta, potrebbero essere più all’interno che non all’esterno degli uffici di Sunnyvale.

Fonte: Business Insider • Notizie su: