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Google e i brevetti IBM per difendere Android

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Dopo aver versato 12,5 miliardi di dollari nelle casse di Motorola per l’acquisizione della sezione Mobility (per il completamento dell’operazione si attende il via libera degli antitrust internazionali), Google ha messo nuovamente mano al portafogli per rafforzare ulteriormente il proprio portfolio brevetti. Nel mirino di Mountain View, questa volta, le proprietà intellettuali di IBM.

È delle ore scorse la conferma della firma tra le due parti, rimasta nel silenzio per quasi un mese. La stretta di mano, stando a quanto dichiarato da un portavoce di Google, è infatti avvenuta lo scorso 17 agosto. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di difendere l’universo Android dall’offensiva della concorrenza.

Una vera e propria battaglia legale combattuta nei tribunali di tutto il pianeta, quella che negli ultimi tempi ha visto scontrarsi alcuni big del panorama mobile. Il caso più eclatante coinvolge Apple e Samsung, società impegnate a rivendicare la paternità di design e funzionalità integrati nei dispositivi smartphone e tablet. L’ultimo capitolo di questa ormai longeva diatriba risale proprio alle ore scorse, con una denuncia depositata dalla mela morsicata nel Regno Unito.

Gli investimenti di Google, che in passato si è più volte mostrata disinteressata all’acquisizione di brevetti altrui, sono ora resi necessari dall’esigenza di tutelare l’ecosistema Android, sia dal punto di vista software che per quanto riguarda l’hardware dei dispositivi. Lo stop alla commercializzazione dei prodotti, come avvenuto nel caso del Galaxy Tab 10.1 in Germania, potrebbe rallentare in modo consistente la crescita della piattaforma, proprio in un momento tanto delicato per il business riguardante il settore mobile.

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