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IVA al 21%, i rincari di Apple, Vodafone e dei centri commerciali

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Con l’approvazione della Manovra Finanziaria l’aumento dell’IVA al 21% è stato reso immediatamente esecutivo. Sugli effetti dei possibili rincari sui prodotti High Tech ne avevamo già parlato qualche giorno fa, ma avevamo anche sottolineato che alcuni importanti analisti avevamo affermato che i rincari, per non indebolire un mercato già fiacco, avrebbero potuto essere in parte o in toto assorbiti dalle grandi catene di distribuzione. E’ andata davvero così? Oppure i rincari sono stati applicati correttamente o in alcuni casi con arrotondamenti in eccesso sospetti?

La risposta è una via di mezzo. Ci sono stati effettivamente subito dei rincari, anche da chi forse non ci si aspettava, ma fortunatamente non da tutta la categoria. Vediamo alcuni esempi.

Conoscendo la precisione di Apple nel presentare i suoi listini, ci immaginavamo subito che il produttore di computer e device mobili avrebbe velocemente alzato i prezzi dei suoi prodotti adeguandosi alla nuova IVA. E così è stato. I rincari sono stati nell’ordine dei 3,4,5,6 € mediamente, ma abbastanza per infastidire comunque la gente non lieta di dover pagare di più. Per esempio un iPhone 4 da 16 GB passa da 659 euro a 664,50 euro. Ma se da Apple ci si aspettava una mossa simile, non così si può dire degli operatori di telefonia mobile vista la tendenza a rivaleggiare sui centesimi per proporre tariffe sempre più convenienti.

Vodafone ha infatti comunicato che in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 148 del 14 settembre 2011, provvederà nei tempi tecnici necessari ad adeguare i piani, le opzioni e le promozioni alla nuova aliquota IVA che passa dal 20% al 21%. Le informazioni di dettaglio sull’adeguamento saranno progressivamente rese disponibili sul sito www.vodafone.it e con ogni eventuale altro mezzo di diffusione.

Sul fronte degli altri gestori di telefonia mobili abbiamo notizie ufficiali sono di TIM che ha invece dichiarato che per il momento si farà carico degli aumenti. Bisognerà poi vedere cosa significa quel “per il momento” visto che normalmente tutti i gestori vanno abbastanza paralleli nel presentare novità e nuove tariffe.

Per quanto riguarda la grande distribuzione, la maggior parte dei grandi centri commerciali ha già adeguato il proprio listino non facendosi carico degli aumenti. Su questo fronte c’è ancora un po’ di confusione perché in più casi si è assistito a discrepanze di prezzo tra i listini esposti e i prezzi fatti pagare alla casse. Piccoli problemi che hanno però fatto arrabbiare non poco i clienti. Si segnalano purtroppo anche i primi furbetti che hanno applicato arrotondamenti verso l’alto eccessivi, ma fortunatamente sono stati una netta minoranza.

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