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Confronto FIFA 12 Vs PES 2012

Nemmeno quest'anno la sfida tra le due simulazioni di calcio finisce in pareggio

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Un confronto diretto non è mai semplice, specialmente tra due titoli sportivi. È facile affermare la netta superiorità al confronto di un altro, difficile saper trovare dei pregi in quello che è comunque globalmente il peggiore. FIFA 12 e Pro Evolution Soccer 2011, una sfida che va avanti ormai da diversi anni, prima vinta nettamente dal simulatore giapponese, adesso saldamente in mano ai ragazzi di EA Sports, che hanno travolto il confronto, costringendo Konami a sforzi che ogni anno non servono a colmare il grande gap tra i due titoli. Neanche quest’anno le gerarchie sono cambiate, eppure qualche cosa da dire c’è, e il confronto non appare poi tanto scontato.

Gameplay

Partendo dal fulcro di un gioco sportivo, possiamo affermare tranquillamente che in Pro Evolution Soccer 2012 qualche passo in avanti c’è stato. Le manovre sono, finalmente, più realistiche e appaganti e ci si diverte come non accadeva da diversi anni! Lo studio giapponese ha lavorato parecchio nel dettaglio e, pur presentandosi con la stessa struttura ludica che da qualche anno contraddistingue le produzioni PES, riesce a migliorare particolarmente, anche se non manca di incappare nelle solite sbavature che ormai sembrano un marchio di fabbrica, in negativo, per il franchise.

Pro Evolution Soccer 2012  mostra qualche problema di calibratura nei contrasti, accompagnato da una IA non sempre convincente (in particolar modo per i compagni di squadra), limitandone le potenzialità, rendendolo incapace di sostenere, in termini di realismo, il ritmo imposto ormai da qualche anno da FIFA 12.

FIFA 12, infatti, non si adagia sugli allori, ma continua a correre e con uno scatto repentino! Bastano tre novità, ma importanti, riguardo la gestione dei contrasti fisici, della difesa delle squadre e nel controllo di palla a cambiare in meglio un gioco che, l’anno scorso, sembrava aver raggiunto il massimo delle potenzialità in questa generazione.

EA Sports, inutile dirlo, ha spiazzato tutti, stampa e giocatori. Le partite sono talmente realistiche da aver raggiunto livelli mai visti prima nell’industria e, sebbene ci sia ancora qualche “difetto di gioventù” nell’Impact Engine, il confronto con il rivale è quasi imbarazzante.

IA, fisica della palla, animazioni e controllo sono un mix perfetto in FIFA 12, esente per di più da importanti sbavature al punto che viene da chiedersi se ci sia ancora margine di miglioramento per FIFA 13! Eppure, manco a dirlo, EA Sports ha dichiarato che tante idee previste per quest’anno sono state rinviate di dodici mesi, quindi ci sarà da divertirsi.

Vincitore: FIFA 12

Modalità di gioco

Questa è la caratteristica che, nel confronto, raggiunge il maggior equilibrio possibile. Konami, quando si tratta di curare il dettaglio, ci sa decisamente fare. La Master League di Pro Evolution Soccer 2011, oltre a essere bella e ricca come sempre, trova nuovi spunti tramite l’inserimento dei rapporti con stampa, dirigenza e giocatori e con l’aggiunta di nuovi ruoli, fino diventare presidenti del proprio club, occupandosi di tutta la gestione economico-finanziaria.

Inoltre, in PES 2012, anche la modalità Diventa un Mito si arricchisce delle medesime novità, aumentando esponenzialmente un valore già elevato. Se si considera peraltro la presenza delle licenze ufficiali per le maggiori competizioni internazionali, è semplice intuire come da questo punto di vista PES 2012 sia rimasto il migliore.

EA Sports pecca ancora nel riporre la medesima cura in questi aspetti. Nonostante lo sviluppatore canadese abbia provato a rinnovare la modalità Carriera di FIFA 12, tramite l’inserimento di un calciomercato più realistico e incisivo e della gestione dei rapporti con i calciatori, si ha in generale una sensazione di superficialità, dovuta in particolar modo all’assenza di dettaglio nel curare le diverse manifestazioni, il cui aspetto in campo è praticamente simile, che si tratti della Serie B o della finale di Champions League, squadre e stadi a parte, ovviamente.

Per quanto riguarda le modalità online, le cose cambiano. PES 2012 presenta, infatti, ancora una volta la Master League Online, arricchita da diverse introduzioni, in particolare riguardo il calciomercato e la gestione economica del club, insieme alla possibilità di poter giocare a gruppi di otto. FIFA 12 dalla sua offre l’infinita Ultimate Team, le sfide 11 vs. 11 dell’anno scorso e riproposte oggi. La grande novità è, però, rappresentata dalle Stagioni Testa a Testa, dove si potranno affrontare mini-campionati da dieci partite ed, eventualmente, qualificarsi a quelli di livello superiore. Non mancano, peraltro, Pro Club, Live Season e canoniche modalità di amichevoli con le quali ottenere punti per la classifica generale.

Per intenderci, il divario non è così netto come appare nel gameplay, ma è chiaro che nell’online FIFA ha una marcia in più, forse anche due. Tuttavia, la superiorità presentata da PES 2012 in single player è tale da suggerirci di scegliere per un comodo pareggio, in questo caso.

Vincitore: pareggio

Grafica e sonoro

Dal punto di vista tecnico, per realizzare un confronto equilibrato, vanno valutate molte cose. Se si considera il mero aspetto visivo e la cura nel dettaglio grafico, Pro Evolution Soccer 2012 è superiore rispetto a FIFA 12. I grafici Konami si sono dimostrati ancora una volta più abili a scegliere il giusto mix di colori, capace di offrire un impatto più realistico, mentre EA accentua eccessivamente le graduazioni delle divise, troppo accese e irreali, nonostante gli indubbi miglioramenti.

C’è poi da considerare come Konami curi con maggiore attenzione il bordo campo, inserendo panchine, dirigenti, steward e giornalisti in movimento. EA Sports preferisce concentrarsi sul campo, ma al netto di un’analisi, sono cose che inevitabilmente vengono notate.

Le animazioni, come detto, sono più realistiche e meglio realizzate in FIFA 12, ma preferiamo premiare la maggior ricercatezza del comparto grafico di Pro Evolution Soccer 2012 in questo caso.

Per quanto riguarda il sonoro, se le soundtrack sono ottime in entrambi i casi, bisogna fare due discorsi diversi per effettistica generale e telecronaca. Per la prima, il vantaggio è tutto nelle mani di FIFA 12: atmosfera, cori, urla dei calciatori e colpi sul pallone sono incredibilmente coinvolgenti, al contrario di un PES 2012 rimasto ancorato, letteralmente, alla PlayStation 2. Il commento non è ottimo in nessuno dei due titoli, ma PES 2012 la spunta per aver avuto perlomeno il buon senso di cambiare gran parte delle battute (oltre al commentatore tecnico, adesso Marchegiani al posto di Altafini), al contrario di FIFA, dove Caressa e Bergomi talvolta citano persino i Mondiali 2010 come se stessero per cominciare da lì a qualche mese!

Vincitore: PES 2012

Commento finale

FIFA vince ancora. Nonostante gli sforzi di Konami nel tentativo di ridurre il distacco, EA Sports continua a correre e si adagia tutt’altro che sugli allori. FIFA 12 esprime livelli di realismo che il concorrente non riesce a replicare, nonostante PES 2012 sia un buon gioco di calcio, capace di far divertire i suoi fan. Ma al confronto perde, quanto meno in quello che riteniamo l’aspetto più importante, che da sé vale più del 50% del nostro giudizio: il gameplay. Sebbene in Pro Evolution Soccer 2012 vi siano ottime modalità in singolo e una buona struttura ondine, FIFA 12 esprime nuovi standard per il calcio virtuale e l’impressione è che non voglia fermarsi qua.

Vincitore: FIFA 12

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