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Roberto Cassinelli e Angelino Alfano

Ddl intercettazioni: il comma 29 non fa più paura

L'on.Cassinelli conferma che l'emendamento al comma 29 è stato approvato: il ddl intercettazioni non conterrà la norma cosiddetta "ammazza-blog".

L’annuncio giunge direttamente dall’on.Roberto Cassinelli, colui il quale si è fatto carico di portare al “comitato dei nove” le rimostranze della Rete contro il famigerato comma 29 del ddl intercettazioni: l’emendamento è stato approvato, il comma 29 non fa più paura.

Il bavaglio scompare così con un improvviso colpo di spugna (sancendo la parallela vittoria di Wikipedia Italia, fautrice di una clamorosa protesta): «Il comitato dei nove, grazie in particolar modo all’impegno degli onorevoli Contento e Costa, ha fatto proprio l’emendamento al comma 29, che ora sarà portato al vaglio dell’Assemblea di Montecitorio». Continua il comunicato diramato: «Rilevo con grande piacere che il voto del comitato è stato quasi unanime: solamente l’Italia dei Valori, infatti, se ne è inspiegabilmente discostata».

L’on. Cassinelli spiega di ritenere tale approvazione come «un nuovo, importante passo in avanti verso la rimozione di una norma che avrebbe creato problemi e pericoli per il web italiano». Ed ora non resta che l’approvazione definitiva del testo o la bocciatura dell’intero ddl, in entrambi i casi con l’assicurazione per cui il comma 29 sarà depennato dalle funzioni a cui era preposto.

Il nuovo relatore del ddl è da oggi Enrico Costa, subentrato a Giulia Bongiorno, il quale avrebbe già offerto il proprio appoggio all’emendamento Cassinelli prima ancora che il comitato dei nove si pronunciasse a titolo definitivo.

Se vuoi aggiornamenti su Ddl intercettazioni: il comma 29 non fa più paura inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://about.me/fpira Francesco Pira

    fantastico!

  • Roberto Matista

     evviva! io ero nel terrore!

  • http://twitter.com/ClaudioRidolfi Claudio Ridolfi

    Non ho capito la mossa dell’idv..

  • andrea andrea

    …W L´ISLANDA…

  • andrea andrea

    …W L´ISLANDA…

  • Devil_daddy

    felice che abbiano capito che il web è e deve rimanere libero, ma se io fossi l’on. Cassinellinon parlerei di importante passo avanti,ma di importante passo indietro dato che è stato tolto qualcosa di sconvolgente e non messo qualcosa di rivoluzionario…approvo anche che finalmente si tiene conto per bene del web e qualcuno riferisce ciò che succede…

  • Bloggerjournalist

    A mio avviso la notizia è incompleta: “il comma 29 non fa più paura”, a chi? Ai blogger? Allora sì, siamo d’accordo e sono felicissimo di questo. Ma diamo la notizia per quella che è: tutti i siti web registrati come TESTATA GIORNALISTICA saranno costretti a sottostare alla famosa regola “delle 48 ore”. E questo (a mio parere) deve fare paura, tanta paura.

    • http://twitter.com/ClaudioRidolfi Claudio Ridolfi

      Non per fare il pignolo, ma le testate giornalistiche hanno l’obbligo di rettifica dal 1948…

  • remore

    E’ stata veramente depennato o sono stato solo dilatati di termini? perché nella prima proposta d’emendamento di Cassinelli c’è solo una dilazione di 10 giorni per i blogger non professionisti e un salva condotto per i commenti

  • Fabrizio

    Ma chi ha scritto l’articolo si è documentato sulle storture che intoduce il comma 29?
    Di seguito 6 casi emblematici non presi in considerazione dai politici ripresi dal sito di AIGOL Associazione Italiana Giornali On-Line in questo articolo.
    http://www.aigol.it/?p=1654

    1) La certificazione del richiedente
    Un importante aspetto di cui il DDL non tiene assolutamente conto è la verifica del richiedente la rettifica. Prendiamo il caso dell’editore o del Blogger che chiameremo per comodità “BLOGGER” e dell’ipotetica parte lesa che chiameremo “POLITICO”.
    Nel caso BLOGGER dovesse ricevere una richiesta di rettifica da POLITICO, come fa BLOGGER a verificare che chi ha inviato la mail sia veramente POLITICO? E se fosse un suo antagonista che intende screditarlo politicamente o farlo passare per un reazionario utilizzando una casella di posta elettronica creata ad arte?
    Sarebbe stato meglio aggiungere al DDL che la richiesta di rettifica deve essere inviata da una casella di posta certificata che è equiparabile ad una raccomandata.

    2) Impossibilità di verifica della correttezza della Rettifica
    Ulteriore caso riguarda la verifica delle modalità di pubblicazione della rettifica.
    BLOGGER pubblica un articolo nel quale POLITICO si sente offeso. Al momento della pubblicazione il suo articolo viene indicizzato nella rete e ripreso da altri aggregatori di notizie in Italia e nel mondo.
    POLITICO richiede via mail la pubblicazione della rettifica.
    BLOGGER pubblica la rettifica ma fa in modo che la rettifica non sia ripresa dagli aggregatori di Ricerca.
    Il risultato è che la rettifica assume valore decisamente inferiore all’articolo originale.
    Vero è che la rettifica deve essere come dice la legge con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono ma sfido lo stesso POLITICO a scoprire che BLOGGER abbia messo in atto quello stratagemma.

    3) Commenti alla rettifica
    Sempre il testo del DDL argomenta che alla rettifica non possono essere aggiunti commenti. Forse il relatore intende commenti di BLOGGER all’interno del testo della rettifica o prima e dopo la rettifica stessa. Anche in questo caso il DDL è confuso o mancante di precisazioni perché se è vero che BLOGGER deve pubblicare la notizia con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono” è anche vero che se la notizia originale dava la possibilità ai lettori del sito di inserire commenti anche in questo caso i commenti alla rettifica devono essere permessi.
    E possiamo solamente immaginare quale messe di commenti possa attirare una rettifica obbligatoria.

    4) Rettifiche su rettifiche
    Un’altra ipotesi, non tenuta assolutamente in conto dai legislatori, è che POLITICO nella sua rettifica inserisca un testo che un altro politico che chiameremo POLITICO2 ritiene lesivo dei suoi interessi. BLOGGER è obbligato a pubblicare la rettifica così come gli arriva da POLITICO e sarà obbligato anche a pubblicare la rettifica così come gli arriverà da POLITICO2 innescando un batti e ribatti senza fine nel quale BLOGGER sarà, suo malgrado, semplice esecutore e non editore.

    5) Rettifica su commenti
    Prendiamo invece il caso di un commento di un lettore che POLITICO ritenga lesivo inserito in calce ad un articolo pubblicato del sito di BLOGGER . In caso di mancata rettifica di chi è la responsabilità ed a carico di chi sarà l’eventuale multa? Di BLOGGER o del lettore che ha inserito il commento lesivo? E su chi si dovrebbe rivalere POLITICO?

    6) Malfunzionamento del server di posta e spam
    Prendiamo ora il caso che il server di posta di BLOGGER non funzioni come successo ad esempio ad uno dei più grandi provider italiani non più tardi di qualche mese fa. La richiesta non arriverà in tempo utile a BLOGGER non per propria inadempienza ma a causa di terzi ovvero del servizio esterno che utilizza. In questo caso la colpa non è sua ma di terzi.

    Altro caso possibile è che il messaggio di richiesta di POLITICO finisca nello spam della casella di posta. Vuoi perchè il provider di posta utilizzi una politica di Antispam aggressiva, vuoi perché POLITICO utilizza la posta elettronica in modo aggressivo ed il suo indirizzo di mail è finito nelle liste in questione.

    In conclusione un DDL inefficiente ed inutile.

    Esistono già gli organi competenti quali i Tribunali e la Polizia Postale che, sulla base di leggi già esistenti, permettono a chi si senta offeso di difendersi. Il DDL in questione risulta inutile ed inefficiente in quanto non tiene assolutamente conto della realtà della rete e del suo funzionamento.
     

  • saraceno

    Ciò toglie solamente un pezzo ad un progetto di legge spaventosamente illiberale che và bocciato “senza se e senza ma” perché le attuali
    norme sono buonissime e garantiscono già, così come sono, un giusto equilibrio.

    Eventualmente va’ solo approvata una regolamentazione che sottoponga coloro
    che hanno cariche politiche o si candidino ad esse alla completa trasparenza
    con libertà di essere criticati, fotografati ed intercettati da tutti e non
    solo dai magistrati quando si sospetta commettano reati!