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Censimento Online: gli errori grossolani dell’ISTAT

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Sebbene oggi le cose stiano funzionano all’apparenza regolarmente, le prime due giornate del censimento online promosso dall’ISTAT sono state come sappiamo estremamente travagliate. Ne abbiamo parlato diffusamente ieri e vi avevamo raccontato dei forti disagi riscontrati dai cittadini italiani nel rispondere a un questionario che di fatto doveva portare via si e no 10 minuti di tempo e che invece si è trasformato in un incubo.

I server dell’ISTAT si sono bloccati, pagine Web che non salvavano i dati e “chicca” finale, persino problemi nell’invio della ricevuta di conferma della buona riuscita dell’operazione che o non veniva stampata o che conteneva molti errori grossolani. Insomma una vera e propria figuraccia da parte dell’ISTAT.

In particolare gli errori della ricevuta che viene elaborata con il software open source iText sono stati posti all’attenzione della rete da Fabrizio Pivari, formatore e consulente Internet Marketing e Project Leader del gruppo ENI.

Pivari ha fatto notare come la ricevuta contenesse grossolani errori di formattazione, cosa comunque non gravissima, ma che tuttavia influenza la percezione di qualità del servizio offerto. Pregevole da una parte che l’ISTAT abbia utilizzato finalmente un software opensource, ma non dovrebbero essere comunque ammesse queste sbavature che sminuiscono il lavoro fatto.

Ma ben più gravi, come abbiamo sottolineato ieri, i problemi ai server che sono andati a singhiozzo, creando moltissimi disagi. Sappiamo che Telecom Italia sta lavorando per un loro potenziamento, tuttavia non è ancora escluso che si possano verificare ulteriori problemi per i cittadini.

La cosa che non si capisce e se lo chiede anche lo stesso Fabrizio Pivari, è come l’ISTAT non possa aver compreso l’importanza di aver concesso la possibilità di compilare il questionario del censimento direttamente online in un Paese dove Internet è comunque molto diffuso e sempre più utilizzato, offrendo poi una qualità molto bassa dello stesso servizio online. La speranza è che questi problemi servano per creare una migliore piattaforma online per i servizi della pubblica amministrazione, fondamentale per un Paese che vuole essere moderno.

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