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iMessage su iOS 5, un pericolo per i provider?

Il lancio di iMessage, gli SMS gratuiti di Cupertino, spaventano i carrier di tutto il mondo.

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C’è un pubblico di utenti curiosi in trepidante attesa attorno al debutto di iMessage e c’è, al tempo stesso, un pubblico che vede nell’ultima novità di Apple una minaccia molto seria per il proprio business. Il motivo di tali diverse posizioni è semplice ed è legato alle promesse che iMessage porta.

Il nuovo servizio di Cupertino sarà infatti integrato in iOS 5 e consentirà a tutti i possessori di dispositivi come iPad, iPhone e iPod Touch di inviare SMS gratis, sfruttando la connettività 3G o Wi-Fi e scavalcando così i provider di telefonia mobile, i quali, al contrario, l’invio degli SMS lo fanno pagare, creando un business molto corposo che rischia adesso di essere messo in seria difficoltà proprio dal nuovo arrivato.

iMessage, inoltre, consentirà l’invio di messaggi senza il limite dei 140 caratteri degli SMS tradizionali, con l’aggiunta di poter allegare foto e file multimediali e rendere così più completa la comunicazione.

Si tratta di una novità che segue a grandi linee quanto accade ad esempio con i BlackBerry tramite l’applicazione BlackBerry Messenger, ma con la differenza che, essendo notevole la penetrazione sul mercato dei dispositivi di Apple, il suo impatto sugli affari degli operatori mobili sia significativo un po’ in tutti i paesi occidentali, soprattutto in USA e in Italia, i due paesi in cui si registrano i costi più alti per l’invio degli SMS.

In America il business dei messaggini vale qualcosa come 20 miliardi di dollari all’anno, tanto da rappresentare un bella fetta del fatturato dei provider. Da ciò si capisce perché l’atteso annuncio dell’applicazione desti un po’ di preoccupazione nel settore, anche perché, se il progetto iMessage avrà successo sul mercato, potrebbe essere seguito da iniziative analoghe di altri produttori, costringendo così gli operatori a cercare nuove vie per mantenere il loro business e recuperare gli eventuali introiti persi.