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Microsoft: diminuisce lo spam mondiale

Microsoft ha pubblicato i dati relativi a spam e minacce informatiche.

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Lo spam è uno dei principali problemi di Internet e Microsoft è impegnata in prima linea nella lotta contro questa piaga della Rete. I recenti interventi dell’azienda contro le botnet hanno avuto come risultato la riduzione dello spam mondiale. Nel suo Security Intelligence Report, Microsoft ha pubblicato i dati sulla sicurezza riguardanti spam, vulnerabilità e phishing.

E così, mentre a luglio 2010 il servizio Microsoft Forefront for Exchange era riuscito a bloccare 89,2 miliardi di messaggi spam, a giugno 2011 questo numero era sceso a 25 miliardi. Un calo dovuto, principalmente, alla chiusura di due grandi botnet: Cutwail e Rustock. Il punto più basso si è avuto a maggio 2011, con un minimo di 22 miliardi di email spam, numero che è però tornato a salire a giugno.

Recentemente Microsoft è riuscita a sconfiggere anche la botnet Kelihos, capace di controllare 41.000 computer in tutto il mondo. Tuttavia questa chiusura avrà effetti inferiori alla chiusura di reti ben più potenti, come Rustock, capaci di inviare fino a 30 miliardi di email al giorno.

Nel Security Intelligence Report l’azienda focalizza la sua analisi anche su altri tipi di minacce dei criminali informatici, sottolineando inoltre la mancanza di consapevolezza degli utenti su questi argomenti. Basti pensare che circa 340 milioni di PC utilizzano un browser obsoleto, in particolar modo vecchie versioni di Internet Explorer (IE6, IE7) e di Firefox (precedenti alla 3.6). Non sono compresi, in questo elenco, gli utenti di Chrome, che si aggiorna automaticamente.

Le minacce zero-day sono meno diffuse del previsto, con una percentuale dello 0,1%, mentre il 3,2% del malware dipende da exploit per i quali gli aggiornamenti erano disponibili da almeno un anno. Il 44,8% del malware richiede l’interazione con l’utente, mentre il 43,2% sfrutta la funzione Autorun. I malware, inoltre, sfruttano principalmente vulnerabilità basate su Java. Anche i siti di phishing rappresentano ancora una importante minaccia, con il 78,3% del totale che copiano siti di istituzioni finanziarie.

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