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Amazon, il browser Silk minaccia la privacy?

Il browser Silk è finito nel mirino del Congresso degli Stati Uniti, il quale intende ricevere maggiori informazioni da Amazon sulla privacy degli utenti.

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Silk è una delle principali novità presentate nelle ultime settimane da Amazon insieme al tablet Kindle Fire, all’interno sul quale trova il proprio habitat naturale. Trattasi di un browser che grazie alle potenzialità del cloud computing promette di ridurre all’osso i tempi di attesa durante il caricamento delle pagine, fornite nella maniera più opportuna in base al dispositivo in uso: proprio questa caratteristica sembrerebbe aver attirato l’attenzione delle autorità statunitensi, timorose per possibili violazioni della privacy degli utenti da parte del colosso delle vendite online.

Qualora sia attiva l’apposita funzionalità, il browser Silk effettua infatti una richiesta ai server EC2 di Amazon, attraverso i quali vengono filtrate tutte le pagine visitate: in questo modo il lavoro principale grava sul network del gruppo fondato da Jeff Bezos, per il quale passa ogni richiesta di caricamento di una pagina web effettuata mediante il tablet Fire. Fine ultimo della società è quello di garantire ad ogni utente una navigazione rapida sui propri dispositivi mobile, eliminando il superfluo ed ottimizzando il tutto al contesto tablet.

Il Congresso degli Stati Uniti d’America ha dunque chiesto ad Amazon di fare luce sulla vicenda, temendo per la riservatezza dei cittadini a stelle e strisce: il passaggio attraverso i server del gruppo implica infatti la possibilità per quest’ultimo di tracciare ogni attività effettuata dai propri utenti, potendo monitorare istante per istante le pagine web visitate. L’ente statunitense ha quindi richiesto informazioni su quali siano i dati salvati da Amazon, su quali siano gli utilizzi che la società intende farne e sulle eventuali policy di riservatezza che la stessa intende far sottoscrivere ai propri utenti.

Amazon dovrà dunque illustrare la bontà del proprio progetto dinanzi al Congresso, giustificando ogni scelta e motivando ogni strategia alla luce della necessità di salvaguardare la privacy dei propri utenti. Una necessità che la stessa Amazon ha già tenuto in considerazione, permettendo di disabilitare la funzionalità finita nell’occhio del ciclone (trasformando di fatto Silk in un tradizionale browser web) e di eliminare le informazioni archiviate durante la navigazione quali cache e cookie.

Fonte: ZDNet • Notizie su: