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Apple investe poco in ricerca e sviluppo

Gli investimenti in casa Apple in termini di Ricerca e Sviluppo sono diminuiti in termini percentuali nel corso degli anni, nonostante i profitti record.

Apple è una delle aziende che negli ultimi anni ha investito meno nel comparto “ricerca e sviluppo”. In base ai dati relativi al quarto trimestre fiscale del 2011, l’azienda di Cupertino ha investito in R&D solo 1,78 miliardi di dollari, pari al 2,2% dei profitti ricavati dalle vendite dei suoi prodotti.

In termini assoluti, la spesa per la ricerca è comunque cresciuta negli ultimi 11 anni, ma questo incremento non è stato proporzionale all’aumento dei profitti. Negli anni 2001, 2002 e 2003, la percentuale investita è stata dell’8%, a fronte di ricavi tra i 5,36 e i 6,2 miliardi di dollari. Dal 2004 in poi, i profitti di Apple sono aumentati in maniera esponenziale, grazie al successo di iPod, iPhone e iPad, ma è evidente un rallentamento degli investimenti in termini percentuali.

I motivi potrebbero essere vari, anche se probabilmente l’azienda non necessita di un team di lavoro con numerosi dipendenti per sviluppare i propri prodotti. I settori in cui Apple investe maggiormente sono il design, il software e il marketing.

Il confronto con le altre aziende sembra però ridimensionare il lavoro svolto da Apple in tutti questi anni, anche se ciò che conta alla fine sono i profitti. La rivale Google, ad esempio, investe in R&D il 14% dei profitti, seguita da Microsoft con il 13% e da HP con il 6%. Apple ha invece investito risorse sopratutto nei primi anni 2000 e adesso sta raccogliendo i frutti, come testimoniano i 109 miliardi di dollari di ricavi e il primo posto nel mondo come azienda dalla maggiore capitalizzazione azionaria.

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Fonte: ZDNet
Immagine: Logo Apple

  • http://twitter.com/thinkindie thinkindie

    che senso ha misurare quanto viene speso in termini di R&D con, ad esempio Google, quando quest’ultima fa della sperimentazione un cavallo di battaglia (il famoso 20% del tempo dei dipendenti), salvo poi chiudere uno dopo l’altro tutti i servizi sperimentali? (non ultimo, Google Buzz).

    • james

      Gmail è stato chiuso? ma…

      • Paolo

        è vero, occorre investire nei progetti giusti, quindi non conta, in termini assoluti, la quantità di denaro investito.

      • http://twitter.com/thinkindie thinkindie

        non Gmail, ma Google Buzz, ovvero la tentata alternativa di Google a Twitter (visto che Buzz era un po’ stile Twitter), che poi Buzz fosse incastonato direttamente in Gmail è un’altra questione.

      • http://twitter.com/thinkindie thinkindie

        ecco appunto http://www.webnews.it/gallerie/google-fallisce-una-volta-su-tre