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Facebook migra al Circolo Polare Artico

Facebook annuncerà nella giornata odierna l'apertura di una nuova farm localizzata in Svezia, per ridurre i consumi energetici necessari al raffreddamento.

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Un nuovo data center targato Facebook potrebbe essere annunciato nella giornata di oggi. A caratterizzarlo, oltre al fatto di essere il primo al di fuori degli Stati Uniti, è il luogo scelto dalla società di Palo Alto per la sua costruzione: il gruppo ha infatti individuato Lulea, una cittadina svedese al ridosso del Circolo Polare Artico, la locazione ideale per i propri server.

Fine ultimo della società è quello di sfruttare al massimo le rigide condizioni climatiche di tale zona a proprio vantaggio, usufruendo del freddo che caratterizza la regione come sistema di raffreddamento dei server: piuttosto che incrementare il numero di dispositivi per la dissipazione del calore, dunque, Facebook intende utilizzare le basse temperature come strumento naturale di raffreddamento, con chiari miglioramenti sia dal punto di vista tecnico che economico.

La nuova farm sarà composta da 3 diverse sale server, le cui dimensioni complessive saranno equiparabili a circa 11 campi di calcio, e sarà alimentata in buona parte tramite l’energia elettrica prodotta sfruttando il fiume Lulea e la conversione idroelettrica. I lavori dovrebbero iniziare a breve e, stando alle prime previsioni, dovrebbero essere ultimati entro la fine del 2012: tra circa un anno, dunque, gli utenti europei potrebbero avere a disposizione un data center localizzato in posizione più vicina alla propria abitazioni, con vantaggi in termini di tempi di latenza e velocità della connessione.

Facebook, d’altro canto, non è la prima e certamente non sarà l’ultima azienda a scegliere un luogo caratterizzato da basse temperature per la costruzione delle proprie farm: già nel 2007, ad esempio, Microsoft ha dato il “La” alla costruzione di un data center in Siberia, sfruttando allo stesso modo il freddo come sistema di raffreddamento naturale. Il tutto, poi, con benefici anche per la natura, grazie ai minori consumi energetici necessari per il raffreddamento dei server in azione.

Fonte: The Telegraph • Notizie su: