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Apertura Trony a Roma: denuncia del Codacons

L'associazione dei consumatori ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica.

Trony Roma

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Traffico in tilt, risse e vetrine rotte. Questo è stato il risultato dell’apertura di un nuovo centro commerciale Trony a Roma. Migliaia di persone si sono radunate davanti all’ingresso dalle prime ore della mattina per riuscire ad acquistate prodotti con sconti fino al 30%. Dopo le numerose segnalazioni ricevute a causa degli enormi disagi subiti dai cittadini, il Codacons ha deciso di depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

Per cercare di migliorare la circolazione stradale sono stati mandati sul posto 250 vigili urbani. Nessuno si aspettava l’arrivo in massa di 8.000 persone che hanno bloccato il traffico sulla Tangenziale e sul Raccordo Anulare, e rallentato 28 linee di autobus. Per arginare una vera e propria invasione è stata chiusa al traffico la zona del piazzale di Ponte Milvio fino a Tor di Quinto, ma ormai la situazione era diventata ingestibile.

A seguito dell’apertura del megastore a Ponte Milvio, il Codacons ha depositato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di aprire una indagine nei confronti dei responsabili del caos che ha paralizzato la capitale, alla luce dei possibili reati di concorso in blocco stradale, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e maltrattamenti. Il Presidente Carlo Rienzi ha dichiarato:

Vogliamo sapere se vi siano precise responsabilità, sia a carico della catena commerciale, sia di altri soggetti istituzionali che hanno il compito di garantire l’ordine pubblico. Le scuse di Trony non sono affatto sufficienti, e i cittadini le rispediscono al mittente. La catena deve seguire l’esempio di altre società (ad esempio Autostrade per l’Italia) e risarcire spontaneamente gli utenti danneggiati.

L’associazione sta studiando anche la fattibilità di una class action e di un ricorso collettivo al Tar del Lazio. Il Sindaco Gianni Alemanno ha sottolineato che “un negozio di questo genere dovrebbe essere collocato in un’area più periferica e non in un posto così centrale”. A questo punto però viene da chiedersi chi e perché ha concesso l’autorizzazione per l’apertura.

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