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Il futuro di Internet: no alle censure dei governi

Convegno di Londra: Internet non deve essere soggetta a nessun controllo, ma occorre trovare soluzioni concrete contro il cyberterrorismo.

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Secondo e ultimo giorno della conferenza internazionale sul cyberspazio organizzata a Londra dal ministro degli Esteri William Hague. Internet è sinonimo di libertà e non deve essere censurata, questo l’appello di Hague pronunciato davanti ai rappresentanti di 60 Paesi, tra cui Russia e Cina. Presenti anche vari imprenditori del settore, tra cui Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, e Joanna Shields, presidente di Facebook.

La critica del ministro inglese era probabilmente indirizzata proprio a Russia e Cina:

Noi ci opponiamo al blocco di Internet, dei server e dei social media da parte del governo di un Paese in cui si sta verificando una sollevazione popolare. Credo fermamente che tutti i diritti umani debbano essere pienamente rispettati online.

Internet ha permesso anche di ridurre le distanze tra cittadini e politici, oltre a essere un luogo in cui le persone esprimono le loro idee e il loro talento. Censurare significherebbe quindi non solo impedire la libertà di espressione in Rete, ma anche limitare il suo sviluppo. Anche il Regno Unito non è comunque immune alle critiche. Undici esperti hanno scritto una lettera al ministro ricordando le parole pronunciate dal premier David Cameron in occasione delle rivolte di Londra. Cameron aveva ipotizzato di limitare l’uso di Facebook e Twitter per organizzare le mobilitazioni di massa.

Ma Internet può essere molto pericolosa per la sicurezza nazionale, dato che sempre più spesso viene utilizzata per compiere attacchi di cyberterrorismo che hanno causato danni per oltre 800 miliardi di euro a livello mondiale. Bisognerà dunque trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e difesa dei diritti. Per raggiungere questo obiettivo servirà una sorta di vademecum che dovrà essere seguito da tutti i governi.

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