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Adobe: addio a Flash su iPhone e tutti i dispositivi mobile

Steve Jobs aveva ragione: Adobe rinuncia a Flash su tutte le piattaforme mobile.

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Dopo una lunga guerra e, diciamolo con onestà, storici battibecchi da telenovela, Adobe dice ufficialmente addio a Flash su tutti i dispositivi mobili. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare a brevissimo.

Correva l’anno 2008 e tutto ruotava sul mobile, soprattutto dopo che Apple aveva sconvolto i produttori storici con la presentazione del primo iPhone. Già da allora le critiche si accesero subito, e una su tutte riguardava l’assenza di Flash su quello che ancora non chiamavamo iOS. È iniziata così la vicenda che ha portato i CEO di Adobe e Apple a rispondersi l’un l’altro con lettere piccate e struggenti confessioni d’amore. E ora, finalmente, l’annosa questione – Adobe Flash arriverà mai su iOS? – trova una risposta.

No, non vedremo mai Flash su iOS e non tanto perché Apple ci ha messo la pietra tombale sopra, ma perché lo ha fatto Adobe stessa:

«Il nostro lavoro futuro con Flash sui dispositivi mobili si focalizzerà sulla creazione di strumenti che rendano più semplice la progettazione di pacchetti nativi di app con Adobe AIR per tutti i principali app store. Per questa ragione non adatteremo più Flash Player per dispositivi mobili ai nuovi browser, versioni di OS e configurazioni di dispositivi. Alcune dei nostri licenziatari potranno scegliere se continuare a lavorare sul rilascio delle loro implementazioni di Flash; noi dal canto nostro continueremo a supportare le attuali generazioni di Android e PlayBook con aggiornamenti di sicurezza e bug-fix critici.»

Cessa quindi ufficialmente lo sviluppo di Flash per i dispositivi mobili che verranno, e tutti gli sforzi saranno piuttosto concentrati sulle applicazioni mobili, i contenuti per il desktop (dentro e fuori dal browser) e in generale verso HTML5. La pubblicazione del comunicato stampa è prevista entro la giornata di oggi, e segna una tappa storica per la storia dell’informatica come noi la conosciamo. Una tappa, manco a dirlo, su cui Apple – e in particolare Steve Jobs – aveva visto giusto.

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