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Google non favorirà Motorola

Google non ha intenzione di favorire Motorola nel campo mobile, nemmeno dopo il passaggio di proprietà. Android continuerà ad essere un OS aperto.

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Nessun occhio di riguardo per Motorola, nemmeno dopo la conclusione dell’affare da 12,5 miliardi di dollari: a porre fine ai rumor nati nelle ultime settimane in merito al futuro di Android in seguito all’acquisizione da parte di Google del comparto mobile di Motoorla è Eric Schmidt, il quale calma dunque le acque lasciando trapelare l’intenzione da parte del colosso delle ricerche di non modificare in maniera radicale l’attuale scenario del robottino verde.

Una volta divenuta a tutti gli effetti un ramo del gruppo di Mountain View, insomma, Motorola non riceverà alcun trattamento di favore: l’obiettivo è quello di far sì che l’evoluzione del brand possa proseguire in maniera indipendente da Google, benché siano forti i legami tra i due nomi grazie alla collaborazione nata negli ultimi anni per l’utilizzo di Android sui dispositivi mobile della società prossima al cambio di proprietà.

Il sistema operativo, inoltre, continuerà ad essere aperto così come lo è al giorno d’oggi: gli accordi con i partner continueranno a permetter loro di usufruire della piattaforma mobile di “Big G” e l’androide potrà proseguire la propria battaglia contro iOS e Windows Phone attirando a sé nuovi nomi per arricchire ulteriormente il proprio esercito. Le dichiarazioni di Schmidt, dunque, spengono definitivamente tutte le ipotesi relative ad una possibile intenzione di rafforzare ulteriormente il binomio Motorola-Android a svantaggio di società concorrenti.

Google, del resto, ha in più occasioni evidenziato come l’accordo economico con Motorola non rappresenti per la società in alcun modo un vincolo per le decisioni future in ambito mobile: il colosso statunitense non sarà infatti favorito nemmeno nella scelta del produttore cui affidare la realizzazione del prossimo smartphone della linea Nexus, confermando la volontà da parte del gigante delle ricerche di evitare drastici cambiamenti rispetto al passato.

Fonte: Reuters • Notizie su: