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Greenpeace: HP e Dell sono le aziende più “green”

Dell e HP sono le due aziende tecnologiche che producono il più basso livello di inquinamento al mondo. RIM si aggiudica l'ultima posizione.

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HP e Dell, amiche dell’ambiente: secondo quanto riportato da Greenpeace in merito al tradizionale premio assegnato ogni anno dalla fondazione per la difesa dell’ambiente alle aziende tecnologiche meno inquinanti, infatti, HP e Dell si aggiudicano rispettivamente la prima e la seconda piazza del podio, ottenendo di fatto l’etichetta di colossi dell’industria high-tech più verdi al mondo.

La scalata delle due società statunitensi provoca dunque alcuni cambiamenti in vetta, con Nokia che dopo tre anni di assoluto dominio deve ora accontentarsi della medaglia di bronzo: 4,9 su 10 sono i punti conquistati dall’azienda finlandese, contro i 5,9 di Hewlett-Packard ed i 5,1 di Dell. A determinare il ribaltamento in cima alla classifica, oltre ai cambiamenti apportati dalle aziende al proprio ciclo produttivo, figurano anche alcune modifiche proposte da Greenpeace nella metrologia utilizzata per determinare le società meno inquinanti.

Classifica Greenpeace

Classifica Greenpeace (immagine: Greenpeace).

Ai piedi del podio di colloca Apple, ferma a quota 4,6 punti, con Philips e Sony Ericsson immediatamente alle spalle nel tentativo di avvicinarsi il più possibile al trio di testa. La maglia nera è invece attribuita a Research In Motion, la cui catena produttiva risulta essere la più inquinante in assoluto tra le aziende prese come campione per l’analisi da parte di Greenpeace. Oltre al calo in termini di vendite, dunque, RIM vede peggiorare anche la propria posizione in termini di rispetto per l’ambiente.

Lo studio condotto dalla fondazione mette in luce ancora una volta come il mondo tecnologico rappresenti per l’ambiente una forte minaccia se non opportunamente controllato da leggi in materia di inquinamento, ma soprattutto dal buonsenso dei vertici aziendali, sulle cui spalle grava il peso di ogni decisione, sia positiva che negativa. I numeri, del resto, mostrano chiaramente come neanche il gruppo meno inquinante riesca a raggiungere quota 6 punti, tradizionalmente associati ad un livello sufficiente, con l’intera cerchia di aziende analizzate piuttosto lontane dal traguardo dei 10 punti su 10.

La strada da percorrere, insomma, è ancora tanta, con la speranza che il tragitto sia effettuato nella maniera più pulita possibile. Spiega Greenpeace Italia:

I nuovi criteri di valutazione introdotti nella Eco-guida ai prodotti elettronici si basano sulla possibilità di creare un’industria elettronica davvero sostenibile. I prodotti elettronici prevedono un impiego intenso di energia e materie prime: la nuova guida mostra come le aziende dell’IT possano fare da apripista, riducendo i propri consumi energetici e utilizzando il loro peso industriale a sostegno di una legislazione più ambiziosa in materia di energia verde

Fonte: GreenPeace • Via: GreenStyle • Notizie su: