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Costi di terminazione: gli operatori premono sull’AGCOM

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Il prossimo 17 novembre l’AGCOM approverà una delibera con cui prenderà una decisione sui costi di terminazioni che gli operatori di telefonia mobile italiani dovranno pagare. Chi non sapesse ancora cosa fossero i “costi di terminazione“, ricordiamo che parliamo di quel prezzo che un operatore paga a un altro per accedere alla sua rete. Facciamo un esempio: se io chiamo con il mio cellulare TIM un amico con un cellulare 3 Italia, TIM dovrà pagare un certo corrispettivo a 3 Italia per passare sulla sua rete.

La scelta che farà l’AGCOM non sarà banale, perché ridurre i costi di terminazione significa anche ridurre gli introiti di un gestore anche di parecchi milioni di euro all’anno. Ma l’Unione Europea preme fortemente che questi prezzi calino velocemente, più velocemente di quanto l’AGCOM in prima battuta aveva programmato. Anche perché costi di terminazione più bassi dovrebbero far corrispondere anche tariffe minori per gli utenti finali.

I gestori però sembrano non gradire del tutto questa possibile scelta dell’AGCOM e premono sull’autorità affinché scelga un percorso più morbido per la riduzione dei costi di terminazione. Telecom Italia, tra i 4 gestori nostrani è quella che sembra mettere meno pressione all’AGCOM, affermando per bocca del suo Amministratore Delegato Marco Patuano che l’azienda non si opporrà ai voleri dell’Unione Europa, ma chiede che venga eliminata l’asimmetria delle tariffe a favore di 3 Italia.

Già perché l’AGCOM avrebbe previsto che 3 Italia sino al 2013 potrebbe ancora godere di tariffe più vantaggiose rispetto agli altri tre gestori nostrani, ma Telecom Italia spiega che è ora che anche 3 Italia si allinei agli altri competitors, in quanto l’asimmetria delle tariffe è una procedura che si applica solo ai nuovi arrivati e 3 Italia è oramai sul mercato da molto tempo.

3 Italia risponde “virtualmente a Telecom Italia” per bocca del suo Amministratore Delegato Vincenzo Novari affermando che invece è giusto che l’azienda possa ancora mantenere l’assimetria delle tariffe di terminazione in quanto 3 Italia non disponendo delle frequenze da 900MHz è in qualche modo penalizzata rispetto agli altri competitor italiani. Novari inoltre appoggia l’idea dell’AGCOM sulla riduzione rapida dei costi di terminazione e si dichiara pronto ad abbassare immediatamente le tariffe per i suoi clienti, a patto ovviamente di mantenere l’asimmetria sui costi di terminazione.

Più drastica invece la posizione di Wind, assolutamente contraria all’idea dell’AGCOM. Il vicedirettore generale di Wind, Romano Righetti, spiega infatti che per implementare la nuova rete di quarta generazione, frutto dell’esosissima asta per l’LTE finita da poche settimane, serviranno moltissimi soldi. Una riduzione troppo repentina dei costi di terminazione potrebbe dunque significare molti meno soldi in cassa e dunque meno soldi da investire per le reti. Inoltre Righetti spiega che sarà difficile che i prezzi finali per gli utenti calino ancora visto che le attuali tariffe sono tra le più basse d’Europa. Infine, anche per Wind, 3 Italia deve perdere il vantaggio dell’asimmetria dei prezzi e allinearsi agli altri tre gestori.

Sulla falsariga di Wind anche Vodafone che per bocca dell’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo afferma che la riduzione dei costi di terminazione dovrebbe essere più graduale. Il mercato della telefonia, complice la crisi economica, è in calo e servono molti fondi per investire nelle nuove reti e dunque un taglio repentino ai costi di terminazione può mettere in crisi i piani di sviluppo per le nuove reti. Inoltre anche per Vodafone, 3 Italia non merita più di mantenne l’assimetria dei costi di terminazione.

A questo punto non rimane che aspettare la delibera dell’AGCOM e i commenti dei soggetti interessati.

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