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iPhone 5, l’ha bloccato Steve Jobs

iPhone 5 è stato bloccato da Steve Jobs. Le ragioni? La discontinuità estetica con i precedenti melafonini.

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È storia vecchia, ormai. Tutti si aspettavano un iPhone 5 fiammante, rivisto nel form factor e caratterizzato da una cesura netto con le tecnologie già viste; e invece è arrivato iPhone 4S, che di nuovo – fatta esclusione per Siri e un hardware più performante – non apporta granché rispetto alla precedente generazione. Ma che effetto farebbe sapere che è stato nientemeno che Steve Jobs a bloccarne la commercializzazione? Ecco perché.

Schermo più grande, risoluzione maggiorata, tasto home a sfioramento, fotocamera da 10 Megapixel e sottilissimo design a goccia; queste, e molte altre, le novità che aspettavamo con iPhone 5 all’ultimo evento Apple. E invece è arrivato iPhone 4S, ovvero un upgrade lineare ai modelli esistenti in luogo di un salto generazionale vero e proprio.

In realtà, a Cupertino gli stessi ingegneri hanno lavorato senza sosta fino a giugno convinti di un lancio immediato del nuovo, ipertrofico telefono. Immaginate quindi la loro sorpresa quando, in prossimità del lancio atteso per l’estate, Steve Jobs ha bloccato tutto per evitare di rendere meno armonica la linea iPhone:

«Veramente degno di nota è il fatto che l’iPhone 5 sia stato epurato da Jobs poiché pensava che un nuovo, diverso schermo avrebbe rovinato la linea iPhone. L’avrebbe frammentata. L’avrebbe fatta assomigliare ad Android, e qualunque somiglianza con Android suonava come un anatema alle orecchie di Jobs.»

E la ragione di ciò, a parte il noto odio per la “traditrice” Google, è evidente a tutti. L’iCEO amava l’uniformità, il minimalismo, e una modifica delle proporzioni dello schermo avrebbe portato a una rottura nella continuità di Apple, senza contare i cambiamenti nell’aspetto delle app. Una variazione al tema inconciliabile con l’estetica di Jobs; anzi, un vero e proprio incubo.

Certo è che il mercato si sta muovendo verso telefoni sempre più ampi e sottili, e il rischio per Apple è di rimanere ancorata a design sorpassati solo per non ferire l’occhio e creare discontinuità nella linea. Una motivazione che ben si sposa con la filosofia della Mela, ma che rischia anche di diventare un pericoloso impasse.

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