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Google Verbatim, ricerche senza interpretazioni

Google ha presentato Verbatim, una nuova funzione che permette di bloccare temporaneamente gli algoritmi di correzione delle query.

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Tra i principali punti di forza di Google v’è sicuramente la capacità da parte dei propri algoritmi di modificare le query di ricerca inserite dagli utenti al fine di ottimizzare i risultati, correggendo eventuali errori ortografici ed aggiungendo altri semplici ritocchi per fornire un servizio sempre migliore. Diversi sono però gli utenti che desiderano effettuare una ricerca sulla base di quando digitato, senza l’intromissione di sistemi di correzione: ecco dunque che la società di Mountain View ha annunciato l’opzione “Verbatim“, disponibile nella barra laterale del motore di ricerca più cliccato al mondo.

Effettuando una ricerca, qualora i risultati proposti da Google non siano di proprio gradimento, è ora possibile effettuare un nuovo tentativo bloccando temporaneamente gli algoritmi di correzione: per farlo è sufficiente fare click sulla voce “Verbatim”, disponibile attualmente soltanto nell’edizione inglese del motore nella sezione “More search tools” presente sulla sinistra dei risultati. In tal modo, dunque, la ricerca sarà effettuata sulla base di quanto effettivamente inserito nell’apposito campo e non di quanto interpretato dai server del gruppo.

Di norma, infatti, gli algoritmi sviluppati dagli ingegneri della società di Mountain View effettuano sostituzioni di sinonimi maggiormente pertinenti, correggono eventuali errori di battitura, includono tra i risultati siti web già visitati in passato oppure fortemente legati alla query inserita e rimuovono termini potenzialmente inutili ai fini della ricerca. Ogni qual volta si effettua una ricerca tramite Google, insomma, quanto viene mostrato è sempre il frutto di un’elaborazione piuttosto complessa, mascherata agli occhi degli utenti per offrire un servizio efficiente e performante.

La funzionalità Verbatim manda dunque in pensione il carattere “+”, suggerito da Google in passato per effettuare ricerche su specifici termini ma utilizzato in meno dell’1% dei casi, ed in numerose circostanze in maniera impropria. Tale strumento sarà distribuito all’intera utenza nel corso delle prossime settimane, probabilmente a livello globale per permettere ricerche di questo tipo in qualsiasi lingua.

Fonte: Google • Immagine: Emmanuel Digiaro • Notizie su: