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Gli autori si ribellano contro Amazon

Gli autori statunitensi si ribellano al servizio di prestiti gratuiti dei libri pensato da Amazon, il quale mina il futuro dell'editoria digitale.

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Amazon Lending Library, il nuovo servizio annunciato dal colosso delle vendite online per favorire la circolazione di libri in formato digitale provenienti dal proprio store, fa storcere il naso agli autori statunitensi. Al centro della nuova vicenda v’è principalmente il modus operandi messo in atto dal gruppo guidato da Jeff Bezos, il quale avrebbe agito senza tenere in conto le decisioni degli autori stessi.

Fine ultimo della Lending Library è fornire agli utenti la possibilità di accedere a titolo gratuito ad un libro al mese, potendo così noleggiarlo per un periodo di 30 giorni senza obbligo di acquisto. Prima di lanciare tale servizio Amazon ha chiaramente chiesto la dovuta autorizzazione agli autori, ricevendo in numerosi casi una risposta negativa. Nonostante ciò, però, la Lending Library è divenuta realtà, con numerosi titoli presenti nel catalogo composto da oltre 5000 libri i cui autori si sono chiaramente opposti all’inserimento.

Nasce da ciò la lettera di protesta pubblicata dall’associazione The Author Guild, la quale raccoglie a sé oltre 8000 scrittori e rappresenta di fatto uno dei principali poli nell’editoria a stelle e strisce. La motivazione della protesta non è tanto di natura economica, quanto piuttosto etica e : Amazon permette agli autori di guadagnare anche dai libri noleggiati gratuitamente dagli autori, ma tale politica potrebbe presto tramutarsi in un boomerang per il mercato degli e-book, con un numero crescente di lettori i quali potrebbero potenzialmente smettere di acquistare libri grazie alla possibilità di accedervi gratuitamente, seppur solo per un mese e con un limite di un solo titolo ogni 30 giorni.

Amazon, insomma, avrebbe del tutto ignorato le richieste degli autori, proseguendo imperterrita lungo la propria strada facendo orecchie da mercante. Una scelta, questa, che secondo The Author Guild sarebbe stata dettata principalmente dalla volontà di lanciare un servizio in grado di rendere più appetibile il nuovo tablet Kindle Fire, il quale si colloca a metà tra la classica tavoletta ed un e-reader. La vicenda è destinata tuttavia a lasciare il segno in un settore le cui potenzialità sono ancora ampiamente inespresse qualora non venga individuata una soluzione che possa mettere d’accordo le parti: il rischio è quello di uno strappo le cui conseguenze si ripercuoterebbero essenzialmente su Amazon, la quale potrebbe esser così tagliata fuori da un campo cui essa stessa ha permesso di emergere.

Via: Venture Beat • Immagine: Richard Masoner • Notizie su: ,