QR code per la pagina originale

Facebook avvicina le persone

Una ricerca condotta a Milano mostra come su Facebook vi siano meno di 5 contatti, in media, a separare un utente dall'altro. Il mondo diventa più piccolo.

,

La rete sociale organizzata da Facebook sembrerebbe dare parecchi frutti con il trascorrere del tempo: gli utenti sono oggi più collegati che mai e, in media, due persone sono separate da meno di 5 contatti intermedi. È quanto emerge da una recente ricerca condotta dall’Università di Milano.

Dimentichiamo l’originale scoperta “sei gradi di separazione” pubblicata nel 1967 dallo psicologo Stanley Milgram, Facebook pare aver avviato un modo più semplice ed efficace per allacciare rapporti sociali. Lo studio condotto da Milgram aveva tenuto in considerazione 296 volontari statunitensi che erano stati invitati a inviare un messaggio ai propri amici via cartolina postale, mentre la nuova ricerca ha utilizzato un campione molto più ampio, ovvero 721 milioni di utenti iscritti al social network di Mark Zuckerberg. Più di un decimo della popolazione mondiale.

L’esperimento è stato condotto per un mese: i ricercatori hanno utilizzato degli algoritmi sviluppati presso l’Università di Milano, così che calcolassero la distanza media tra due persone iscritte su Facebook. È stato compreso che in media solo 4,74 contatti separano un utente da un altro; questo perché, come ha sottolineato Facebook sul proprio blog, anche quando si considera l’utente più lontano che abita nell’altra parte del mondo, «un amico di un nostro amico conosce probabilmente un amico del loro amico».

C’è da riconsiderare però il concetto di amici, che in questo caso dovrebbero essere definiti semplicemente come contatti. Su Facebook c’è infatti poca distinzione su chi sia un utente amico e chi è invece solamente un lontano conoscente: in un certo senso, l’utente è spesso vicino a persone che sì, hanno qualcosa in comune con lo stesso, ma non necessariamente nella vita reale sarebbero considerati amici nel senso stretto del termine. Il mondo, però, nel frattempo si è fatto sempre più piccolo.

Fonte: New York Times • Notizie su: