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Ford: tecnologia aperta a tutti

Il concetto di Democratizing Technology di Ford illustrato da una mostra interattiva.

Ford Democratizing Technology

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Henry Ford sosteneva che il valore di una tecnologia va misurato a seconda di quanto riesce ad essere fruibile per tutti. La tecnologia può considerarsi davvero innovativa soltanto nel momento in cui è accessibile a chiunque, non solo a chi la capisce o se la può permettere. Un pensiero più che condivisibile, mantenuto da Ford nel corso della sua storia. Dopotutto, che senso avrebbe innovare tecnologicamente se poi le invenzioni fossero a uso esclusivo di pochi?

È proprio questo concetto della tecnologia democratica ideato da Henry Ford che, oggi, il costruttore di automobili vuole riaffermare con la sua mostra interattiva chiamata Democratizing Technology, aperta fino al 20 novembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, sito a Milano, in Via San Vittore n°21, e visitabile anche in digitale attraverso il web.

Allestita all’interno del padiglione Aeronavale del museo e realizzata in collaborazione con Ford Italia, la mostra ripercorre i 108 anni di storia e innovazioni della casa automobilistica statunitense di Dearborn, mostrando l’evoluzione e le rivoluzioni tecnologiche delle auto targate Ford.

A partire dalla madrina Ford T, la prima auto economica costruita da Ford nel 1908, i visitatori hanno modo di ammirare, durante il percorso espositivo, la crescita dell’azienda in tutte le sua sfaccettature, fino ad arrivare alle tecnologie moderne, che permettono alle auto di posteggiarsi da sole e di riconoscere autonomamente i segnali stradali lungo la strada che si sta percorrendo.

Non è quindi semplicemente un modo per rivivere la storia Ford dal punto di vista automobilistico, già di per sé piuttosto importante, ma permette anche di entrare appieno nella filosofia della Democratizing Technology, promossa da Henry Ford nell’ormai lontano 1903. Si tratta di dare vita a nuove soluzioni tecnologiche pensate non esclusivamente per migliorare la produzione dell’industria (basti pensare all’introduzione delle catene di montaggio e del nastro trasportatore, all’epoca estremamente innovative), ma anche per la vita di tutti i giorni del comune automobilista. Perché l’intelligenza è un patrimonio dell’umanità.

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