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Sottosegretario per l’Agenda Digitale cercasi

Sia il PD che il PDL propongono al Governo la nomina di un sottosegretario all'Agenda Digitale che possa dedicarsi alle urgenze dell'innovazione.

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Partito Democratico e Popolo delle Libertà si dicono concordi sulla necessità di avere un responsabile di Governo per l’Agenda Digitale. I due maggiori partiti italiani, entrambi oggi sotto il cappello del Governo Monti, si trovano pertanto per una volta sullo stesso fronte: se l’Agenda Digitale deve essere una priorità, allora venga stabilita una figura che sappia tirare le fila del discorso e portare avanti i progetti necessari.

Apre la strada Antonio Palmieri, responsabile innovazione del PDL e coordinatore del progetto ForzaSilvio, parlando su Radio 24: «Qualsiasi scelta che vada nella direzione di sviluppare l’economia digitale in Italia è una scelta utile che può aiutarci ad uscire dalla crisi. Collaboreremo con la persona scelta dal presidente Monti per portare a compimento i progetti del Governo precedente e le nuove iniziative». La disponibilità giunge anche dalla controparte, per voce del responsabile per la Comunicazione del PD, Paolo Gentiloni: «Siamo assolutamente favorevoli e convinti che questa sia una scelta positiva e nuova. Mario Monti ha fatto riferimento all’agenda digitale europea e gli impegni necessari in Italia, e questo mi ha colpito molto. Crediamo che l’economia digitale sia il settore più promettente e che il suo effetto volano per tutti i settori sia un sostegno concreto per rilanciare l’economia e lo sviluppo».

Mario Monti, in effetti, ha fatto esplicito riferimento all’Agenda Digitale come ad una sorta di filo rosso da seguire per dettare il ritmo dell’innovazione del paese. L’UE nel frattempo ha richiamato il paese all’ordine, imponendo interventi subitanei per evitare le sanzioni comunitarie.

La proposta di PD e PDL è quella di identificare un sottosegretario all’Agenda Digitale, una figura che possa fare da riferimento per tutto quel che concerne banda larga, privacy ed ogni altra tematica inerente. L’Italia, in questa direzione, ha ancor molto da fare ma per la prima volta la politica non sembra volersi mettere di traverso. Anzi.

Fonte: Sole 24 Ore • Immagine: Friends of Europe • Notizie su: