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Smartphone, batterie più longeve con un proxy 3G

Un gruppo di ricercatori finlandesi ha ideato un sistema che permette di ridurre i consumi energetici durante la navigazione tramite smartphone.

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Uno dei principali obiettivi nello studio di nuove tecnologie legate al mercato mobile è la riduzione dei consumi per incrementare la durata delle batterie dei vari dispositivi. L’ultima novità giunge dalla Finlandia, ove un team di ricercatori dell’università di Aalto è riuscita a realizzare una soluzione in grado di ridurre sensibilmente il consumo energetico durante la navigazione tramite smartphone.

In particolare, tale tecnologia si propone come soluzione orientata principalmente alle connessioni 3G (ma non solo), grazie all’utilizzo di un proxy che si frappone tra il dispositivo e la Rete occupandosi di gestire i pacchetti ricevuti e trasmessi in maniera differente rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Piuttosto che trasmettere un flusso costante di bit, dunque, quanto proposto dall’ateneo finlandese comprime le informazioni in scaglioni inviati ad intervalli regolari, permettendo ai moduli che si occupano della ricezione dei dati di passare in modalità standby per consumare meno energia.

«Durante la trasmissione o la ricezione di dati», si legge in un comunicato, «le interfacce di rete dei dispositivi mobile sono in modalità attiva, altrimenti risultano essere in modalità idle. Per risparmiare energia bisogna ridurre al minimo il tempo in cui esse permangono in modalità attiva e massimizzare dunque la modalità idle». Così facendo, le prime ricerche hanno condotto a numeri che parlano di una riduzione dei consumi energetici che variano tra il 30 ed il 65 percento a seconda delle applicazioni, permettendo così di accedere al web tramite smartphone senza gravare eccessivamente sull’autonomia del device.

Il professor Jukka Manner, membro attivo del team di ricercatori che ha dato alla luce il nuovo proxy, ha spiegato come tale soluzione potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza nella lotta al digital divide, ponendo di fatto le reti wireless su di un livello piuttosto simile a quelle cablate in termini di risorse energetiche necessarie per sfruttarle come punto di accesso ad Internet.

Fonte: IEEE Xplore • Via: Physorg.com • Notizie su: