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Attacco cracker alle Nazioni Unite

Un server delle Nazioni Unite è stato attaccato da un gruppo di attivisti cracker. Potrebbe trattarsi del server dedicato al Programma per lo Sviluppo.

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Un gruppo di cracker noto come “Team Poison” ha violato uno dei server della Nazioni Unite e ha pubblicato, attraverso il canale Pastebin.com, oltre 1000 indirizzi email, nomi utente e password appartenenti allo staff dell’ONU. L’identità del server violato è ancora sconosciuta, tuttavia, a giudicare dalla prevalenza di indirizzi mail @undp.org e il fatto che un set di credenziali di accesso sembra appartenere all’amministratore (che ha indirizzo an@undp.org), si crede possa trattarsi di quello del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, la cui sigla è appunto la stessa che appare nell’estensione degli indirizzi di posta rubati: UNDP.

Un portavoce del gruppo dei cracker ha messo in evidenza alcune motivazioni umanitarie in merito all’attacco: «Sorvegliante di molte atrocità, dal Rwanda al Darfour, dal mancato intervento in Jugoslavia, alla creazione dello Stato di Israele e la disposizione del popolo palestinese, l’ONU è diventata una bestia che deve essere fermata o addomesticata». Una azione espressamente politica, quindi, con tanto di rivendicazione che attribuisce un significato specifico all’attacco.

Senza entrare nel merito della questione, un’organizzazione importante come l’ONU dovrebbe garantire un livello di sicurezza informatica decisamente superiore alle proprie comunicazioni ed ai propri sistemi. Secondo l’ONU, il Team Poison è composto da diversi attivisti e cyber-attivisti politicamente motivati, che con i propri gesti stanno attirando l’attenzione della polizia. Questo gruppo di persone è generalmente riconosciuto con il termine di “hacktivists” e ha già preso di mira diversi siti web di governi, di sedi militari e di forze dell’intelligence.

Fonte: Net Security • Via: Smh • Immagine: Steven Depolo • Notizie su: