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Carrier IQ: divampano le polemiche ma l’Europa sembra salva

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Lo scandalo Carrier IQ continua a crescere giorno dopo giorno e sta generando un clamore senza precedenti tanto che non si contano più le denunce e interventi dei garanti della privacy da un po’ tutto il mondo. Per esempio in America, HTC e Samsung sono già state denunciate, ma questo rappresenta solo la punta dell’iceberg di una situazione fuori controllo. Tutti infatti puntano il dito principalmente sull’azienda che produce Carrier IQ, questo software che potenzialmente potrebbe spiare tutte le nostre attività sugli smartphone e tablet PC e sui gestori di telefonia mobile che secondo molti sarebbero i veri responsabili di questo scandalo perché avrebbero spinto i produttori a installare questo software spione sui vari modelli di cellulari.

Quale sia la verità, sarà sicuramente accertata ma adesso come adesso la situazione è davvero critica.

Nelle ultime ore è stata promossa anche una class action verso Apple ma anche verso HTC, Motorola, Samsung e degli operatori AT&T, Sprint e T-Mobile che ha lo scopo di approfondire l’uso di Carrier IQ su questi terminali e capire che dati sono stati prelevati e come sono stati trattati.

Questo in America, ma in Europa? Si dice che qui, nel vecchio continente, grazie a regole sulla privacy più rigide, il problema del Carrier IQ non sussista.

Effettivamente ho personalmente condotto test su alcuni smartphone e tablet PC Android utilizzando “Vodoo IQ Detector“, un’applicazione che permette di scovare Carrier IQ sui nostri terminali e i responsi sono stati fortunatamente tutti negativi e dunque su nessuno dei terminali testati Carrier IQ era presente.

Ma le autorità europee non si sentono comunque tranquille e per esempio in Italia il garante per la privacy Francesco Pizzetti ha già aperto un’indagine a cui si sommano quelle omologhe di altri Paesi Europei.

In tal senso risulta particolarmente attiva la Germania ma questo non stupisce visto quanto successo quando sul banco degli imputati c’era Google con lo scandalo delle sue Google Cars che come ricorderete “avevano registrato per sbaglio” tutte le reti wireless trovate aperte durante il loro lavoro di mappatura del territorio…

Quel che certo è che le rivelazioni dello scandalo di Carrier IQ sono ancora solo all’inizio e che molto altro verrà svelato nelle prossime settimane.

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