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I trend topic di Twitter nel 2011

Mubarack, Bin Ladene e l'allarme giapponese al top degli argomenti più citati nei miliardi di tweet postati nel 2011.

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Come ogni anno, Twitter ha rivelato i trend topic del 2011, cioè gli hashtag e gli argomenti più citati, moltiplicati all’interno del grande concerto di cinguettii del microblogging più utilizzato al mondo.

I principali trend del 2011 sono riassunti nella sezione Year in Review, che dall’anno scorso pubblica le classifiche di Twitter secondo diverse categorie, come trasmissioni televisive, personaggi sportivi, attori, eventi, città.

La pagina contiene anche un interessante elenco dei personaggi famosi entrati per la prima volta nel mondo Twitter, «Who Joined?», tra i quali veri e propri fenomeni mediatici come Charlie Sheen, Sean Parker, e persino il Papa, da subito capaci di collezionare milioni di seguaci.

La sezione più interessante, a corollario delle classifiche, è però Stories, perché riassume un anno di eventi con una grafica accattivante degna di un magazine, dove i principali trend sono visualizzati con immagini e il tweet iniziale destinato a entrare nella storia, come il “sono tornato” di Wael Ghonim, l’ingegnere di Google eroe della rivolta egiziana, oppure l’involontario tweet di Shohaib Athar, che vide il blitz contro la casa di Osama Bin Laden raccontandolo in diretta al mondo intero.

Ovviamente a farla da padrone dal punto di vista dell’impatto e della velocità dei tweet rispetto all’evento raccontato, è il terremoto giapponese, anche se terzo nella classifica generale. Ecco gli eventi mondiali più twittati nel 2011:

  1. Le dimissioni di Mubarak;
  2. Il Raid contro Osama bin Laden;
  3. Il terremoto giapponese e l’allarme nucleare di Fukushima;
  4. L’attentato a Gabrielle Giffords;
  5. La morte di Gheddafi;
  6. L’influenza suina.

Tra le tecnologie, grande esposizione per gli Apple Store, e per iPad, iPhone e iPod. Una curiosità: l’unico browser citato nella top ten è Firefox. Mentre tra gli hashtag più strani, ci sono alcuni tormentoni, nati da personaggi dello spettacolo oppure spontaneamente dalla Rete, come #improudtosay.

Queste statistiche, in ogni caso, sono sempre da prendere con le molle, perché essendo quantitative, possono essere interpretate in un altro modo. Un esempio viene dalla ricerca pubblicata su Mashable, che dà risultati decisamente differenti, e che vede nomi più pop come Justin Bieber, Lady Gaga, Glee o il Royal Wedding nelle posizioni in cui ci aspettavamo di trovarli.

La spiegazione? In questo caso, all’analisi quantitativa si aggiunge un’analisi qualitativa, cioè aumento proporzionale della popolarità, followers, velocità e persistenza dei trend. Una cosa è certa: come spesso è stato dimostrato, i media tradizionali e gli eventi di cronaca occupano uno spazio molto importante in Twitter, che sembra generare pochi argomenti autonomamente.

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