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Xbox Live: Microsoft blocca le class action

I nuovi termini d'uso del servizio impediscono qualsiasi disputa legale sotto forma di azione collettiva.

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Ieri sera (questa mattina in Italia), Microsoft ha rilasciato l’aggiornamento per la Xbox 360 che ha introdotto la nuova dashboard e il servizio di streaming TV su Xbox Live. L’azienda di Redmond ha approfittato dell’occasione anche per modificare alcuni punti dei termini d’uso del servizio sul territorio statunitense.

Microsoft ha infatti deciso di seguire la stessa strada intrapresa dalla rivale Sony per il PlayStation Network: le eventuali dispute legali dovranno essere risolte attraverso un arbitrato e solo su basi individuali. Viene esclusa dunque ogni tipo di azione collettiva. Il punto 18.1.6 dei termini d’uso recita:

L’utente e Microsoft accettano che ogni procedimento per risolvere qualsiasi controversia, in arbitrato, in tribunale o altrimenti, sarà condotto esclusivamente su base individuale e né l’utente né Microsoft tenteranno di iniziare qualsiasi controversia sotto forma di class action, azione rappresentativa o azione collettiva […].

Come nel caso di Sony, anche Microsoft concede la possibilità di non accettare le nuove clausole inviando una comunicazione scritta entro 30 giorni dall’entrata in vigore. Ovviamente chi rifiuta i termini d’uso non potrà utilizzare Xbox Live.

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