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No-Disconnect Strategy: la Rete e la rivoluzione

La Commissione Europea ha presentato la No-Disconnect Strategy, piano per favorire e supportare le attività dei cyber-attivisti nei paesi autoritari.

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La Commissione Europea ha presentato una nuova strategia volta a fornire agli internauti stranieri alcuni strumenti contro la censura e le tecniche di monitoraggio attuate in alcuni regimi autoritari. È denominata No-Disconnect Strategy, è divisa in più parti, e il suo obiettivo è quello di limitare la vendita da parte di alcuni paesi europei di tecnologie di sorveglianza a paesi non democratici.

La strategia pare essere in parziale contrasto con leggi pro-copyright, con alcuni accordi commerciali (ad esempio ACTA) ed alcune politiche di sospensione degli ISP, come quella della legge Digital Economy Act attuata nel Regno Unito. La Commissione Europea sostiene però che i diritti umani e le libertà fondamentali debbano essere garantiti e rispettati anche online, oltre che offline, e che Internet possa essere un importante strumento per la libertà politica, lo sviluppo democratico e la crescita economica dei paesi. «I diritti umani non sono un semplice add-on»: così la vice presidente Catherine Ashton spiega il concetto con parole estremamente significative.

Il tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, già ministro federale della Difesa in Germania, è stato chiamato a presiedere i lavori. I dettagli su ciò che vuole essere la No-Disconnect Strategy sono stati presentati nelle scorse ore da Neelie Kroes, Commissario Europeo per l’Agenda Digitale, secondo un piano che prevede quattro punti:

    • lo sviluppo e la fornitura di strumenti tecnologici destinati a migliorare la tutela della privacy e della sicurezza di quelle persone che fanno uso di TIC in regimi non democratici;
    • l’istruzione e la sensibilizzazione dei militanti sulle possibilità e i rischi inerenti alle telecomunicazioni, un particolare che contribuirà un migliore utilizzo degli strumenti online quali ad esempio social network e blog, rendendoli più consapevoli dei rischi che corrono (ovvero quelli di essere sorvegliati) quando utilizzano tali strumenti per comunicare;
    • raccolta di informazioni con un elevato livello di affidabilità circa gli eventi che si verificano “sul campo”, al fine di controllare il livello di sorveglianza e di censura presente in un momento particolare e in un determinato luogo;
    • maggior cooperazione, con l’obiettivo di stabilire un metodo concreto che consenta a tutte le parti di condividere informazioni sulle loro attività e di promuovere un’azione multilaterale e la creazione di una cooperazione transregionale per la tutela dei diritti umani.

Un piano, quello del No-Disconnect Strategy, che mira pertanto non solo ad eludere la censura, ma anche a rendere disponibili tecnologie e software per gli utenti stranieri che vivono in regimi autoritari, nonché per informarli sulle tecniche di sorveglianza utilizzate dal loro paese. Per una Rete più libera e consapevole, in tutto il mondo.

Fonte: Commissione Europea • Via: ENPI • Notizie su: