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XXX: YouTube e polemiche contro i porno online

I nuovi domini.XXX stanno riscaldando gli animi: sia l'industria del porno che i colossi del Web stanno reagendo: Google, ad esempio, ha acquistato il dominio YouTube.xxx.

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I nuovi domini XXX del mondo porno online stanno agitando gli animi dei gestori Web. Dallo scorso 6 dicembre, giorno in cui è stato attivato il suffisso per l’intrattenimento per adulti, più di 100.000 siti hanno effettuato la registrazione al nuovo.XXX, che – ricordiamo – è solo facoltativo.

Numerose le critiche, sia da parte dell’industria del porno, sia dai colossi come Google, che temono il furto del proprio dominio da parte di agenti del mercato a luci rosse. Ovviamente, anche i religiosi si sono fatti sentire: degli statunitensi hanno infatti criticato i nuovi domini XXX, perché pensano possano giovare l’espansione dei contenuti pornografici su internet, senza rendersi conto che la rivoluzione del mondo erotico online segna una svolta per il controllo e la sicurezza degli utenti e dei minori.

Intanto, l’industria del porno ritiene che questo nuovo dominio non favorisca la concorrenza tra i vari siti a luci rosse, e lo definiscono anzi “un disservizio alle società che fanno business online”, perché temono la ghettizzazione del porno. Infatti, Digital Playground e la Manwin Licensing, che gestisce YouPorn e Playboy, hanno improntato causa all’organizzazione internazionale che gestisce gli indirizzi web, l’Icann, e all’IMC Registry, azienda che ha proposto il nuovo dominio XXX e che gestisce le registrazioni e le tariffe.

Sul fronte, invece, dei gestori delle pagine Web più visitate al mondo, che però non si occupano di pornografia, come Google, la polemica – o più che altro paura – si è scatenata ipotizzando possibili furti di indirizzo.XXX che possono scaturire dal nuovo URL. Infatti, Google e diverse università hanno pensato bene di acquistare i “propri” domini prima dei gestori del mercato a luci rosse. Google ha acquistato YouTube.xxx, privandolo di ogni possibilità di divenire un sito a tema pornografico. BigG infatti non ha alcuna intenzione di darsi al porno, ma ha voluto soltanto salvaguardare ciò che gli appartiene.

Sembra quindi che gli animi si stiano riscaldando, e non per il contenuto dei nuovi domini XXX. Il giro d’affari che prolifera dietro il porno offline è ufficialmente in crisi, a causa dei moderni sistemi di intrattenimento per adulti, che adesso sono riconoscibili – a discrezione del gestore – con.XXX, dominio tanto criticato, ma così utile.

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