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I Berkeley Lab inventano la “pelle elettronica”

Il materiale è composto da poliammide e nanotubi di carbonio. La pelle elettronica risulta flessibile e allungabile.

Pelle elettronica Berkeley

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I ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) hanno annunciato la creazione di un particolare materiale composto da nanotubi di carbonio arricchiti con semiconduttori, dando origine alla cosiddetta “electronic skin“. La tecnica sviluppata permette infatti di realizzare in modo economico dispositivi flessibili e indossabili come appunto una seconda pelle.

La ricerca apre le porte a numerose applicazioni e alla progettazione di smart device, ottenuti stampando i circuiti elettronici su un substrato plastico flessibile ed allungabile. Si pensi ad esempio a computer indossabili, sensori intelligenti e giornali o libri elettronici con display che possono essere piegati e avvolti senza il rischio di romperli. Un giorno potremo anche noi leggere la Gazzetta del Profeta di Harry Potter.

Il gruppo di ricercatori ha mostrato la tecnica realizzando una e-skin, una pelle elettronica in grado di rispondere al tocco della dita. Un sottile foglio di poliammide è stato inciso con un laser per formare una struttura a nido d’ape, quindi è stato depositato uno strato di semiconduttore, ossido di alluminio e infine i nanotubi di carbonio. Il risultato è una pellicola formata da una matrice attiva di transistor che gli ingegneri hanno collegato ad un computer per ottenere un sensore di pressione composto da 96 pixel e con una dimensione di 24 centimetri quadrati.

Per dimostrare la resistenza della pelle elettronica, sulla pellicola è stato posizionato un peso che ha esercitato una pressione di 15 kPa. Il materiale, quindi, risulta essere molto resistente ed economico. Potrebbe facilmente essere impiegato per indumenti touch, ma le applicazioni più interessanti sono senza dubbio quelle in campo medico.

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