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Apple, nuove accuse sul cartello degli e-book

Uno studio legale sostiene di essere impossesso di importanti informazioni che potrebbero condannare Apple nell'indagine sul cartello per gli e-book.

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Le accuse mosse nei confronti di numerose case editrici e che coinvolgo anche Apple per un presunto cartello sui prezzi di mercato dei libri in formato digitale iniziano a prendere maggiore sostanza: se fino ad ora il tutto si basava infatti su semplici speculazioni ed ipotesi provenienti da fonti anonime, infatti, negli ultimi giorni lo studio legale Grant & Eisenhofer si è fatto avanti sostenendo di essere a conoscenza di importanti informazioni.

Tale studio legale afferma infatti di essere alla ricerca di dettagli su possibili attività illecite da parte di Apple ed altre aziende per sfavorire l’ascesa dello store di e-book targato Amazon si dallo scorso mese di marzo, quando una persona vicina a tale settore aveva contattato alcuni avvocati per segnalare possibili accordi tra le parti in gioco. Grant & Eisenhofer vuole dunque proporsi in primo piano per fornire maggiore concretezza alle accuse, mettendo in luce quanto scoperto fino ad oggi.

La validità di tale intervento sarebbe inoltre corroborata da un’ulteriore studio legale di Washington, il quale ha già in passato citato la medesima fonte etichettandola come piuttosto affidabile ed in possesso di informazioni di assoluta importanza in tale caso. Per il momento il tutto resta tuttavia esclusivamente all’interno della categoria dei rumor, non essendo state proposte alle autorità competenti prove concrete che dimostrino come dietro l’industria dei libri in formato digitale si celi un cartello promosso dalla società di Cupertino.

Quest’ultima si trova dunque ad affrontare pesanti accuse, le quali potrebbero avere importanti ripercussioni sulla propria attività di vendita di e-book mediante l’iBookstore, divenuto nel tempo uno dei principali rivali dello store di libri targato Amazon. Proprio l’ascesa degli e-reader dell’azienda guidata da Jeff Bezos sarebbe una delle motivazioni che avrebbe spinto Apple a mettere in pratica il piano citato dall’accusa, così da sfavorire Amazon, i cui pezzi concorrenziali rappresentano per la società della mela morsicata una pericolosa minaccia.

Fonte: paidContent • Notizie su: