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Twitter: Year In Hashtag, 365 giorni di cinguettii

Pubblicato da Twitter Year in Hashtag, ovvero le principali tendenze del 2011: Japan, Steve Jobs, Lybia, Royal Wedding e tanti altri.

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I social network rappresentano oramai una realtà di fatto della società odierna, sempre più legata al Web e sempre più presente dal punto di vista dell’interazione sociale. Un elemento chiave di tale evoluzione è stato certamente Twitter, divenuto nel tempo il fulcro dell’informazione in tempo reale online: per fornire un quadro di come il servizio da 140 caratteri abbia rappresentato lo specchio degli avvenimenti in tutto il mondo nasceYear In Hashtag“, progetto il cui obiettivo è quello di raccogliere i principali trend del 2011.

Dal mese di gennaio a quello di dicembre, dagli Stati Uniti all’estremo Oriente passando per l’Africa e l’Europa, cinguettio su cinguettio si è andato creando un enorme database di informazioni, le quali riportano storie di vita reale raccontate da chi le ha vissute in prima persona. Eventi sportivi, tragedie, rivoluzioni e rivolte, cambiamenti politici, avvenimenti storici e quant’altro: tutto trova il proprio posto nel complesso mosaico degli hashtag, lo strumento di Twitter tramite il quale è possibile restare sempre aggiornati su di uno specifico argomento.

Year In Hashtag sarebbe potuto nascere anche prima, data l’importanza di Twitter nel corso degli ultimi anni. Il 2011, però, è stato l’anno in cui «per la prima volta, la maggior parte degli eventi è stata raccontata prima, meglio o esclusivamente dalla Rete». Eventi che vanno dal terremoto in Giappone (#Japan) alla scomparsa di Steve Jobs (#iSad), dalla primavera Araba (#Lybia, #Syria, #Egypt) al matrimonio del Principe d’Inghilterra (#RoyalWedding), passando attraverso le elezioni amministrative italiane (#amministrative11), la morte di #BinLaden, la tragedia di #Oslo, la morte di #AmyWinehouse, #OccupyWallStreet e tanti altri fatti che hanno catalizzato l’attenzione di tutto il mondo negli ultimi 12 mesi.

Twitter, insomma, è riuscito a differenziarsi dal resto dei portali presenti sul fronte social del web, caratterizzandosi non solo come strumento di intrattenimento ma anche (e forse, soprattutto) come canale tramite il quale aggiornarsi su cosa accade nel mondo, istante per istante, per mezzo di coloro che con i propri occhi assistono a quanto poi raccontano. L’evoluzione della tecnologia, con il boom dei dispositivi mobile, ha rappresentato poi quel carburante necessario affinché il motore dei cinguetti potesse accendersi e trascinare Twitter in prima fila tra i mezzi di informazione nell’era digitale, dimostrando che 140 caratteri sono più che sufficienti per raccontare una storia, un fatto, un avvenimento.

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