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Android 4.0 ICS su Droid 3: benchmark e screenshot

Android 4.0 Ice Cream Sandwich fotografato e messo alla prova su Motorola Droid 3

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Sono stati pubblicati nelle ore scorse i risultati di alcuni benchmark, accompagnati da screenshot, per una ROM non ufficiale di Android 4.0 Ice Cream Sandwich in esecuzione sullo smartphone Motorola Droid 3. Pur trattandosi di una versione alpha, il sistema operativo risulta piuttosto stabile e in grado di eseguire le operazioni basilari.

Telefonate, navigazione in Internet via 3G o WiFi e accelerazione hardware risultano esenti da problemi, mentre lo sviluppatore dovrà tornare a modificare il codice per quanto riguarda la gestione della fotocamera, i codec video, il riconoscimento vocale, le statistiche relative allo spazio libero e utilizzato, uscita video HDMI per la connessione a TV o monitor esterni e la compatibilità con docking station.

A rendere interessante il test sono però in modo particolare le performance del telefono equipaggiato con Ice Cream Sandwich. I risultati forniti da Smartbench 2011 si discostano di poco da quelli fatti registrare dal dispositivo con Android 2.3 Gingerbread, tranne che per quanto riguarda la navigazione online. Le prestazioni del browser integrato in ICS sono raddoppiate, a dimostrazione della qualità del software per l’accesso al Web pre-installato nella quarta major release di Android. Anche la gestione della RAM è migliorata, con molti più MB liberi a disposizione rispetto a quanti faceva segnare il Droid 3 con Gingerbread in versione “liscia” o personalizzata dall’interfaccia MotoBlur.

Benchmark di questo tipo, oltre che dimostrare l’abilità dei programmatori al lavoro sul codice sorgente di Android 4.0, mettono in luce una volta di più la bontà del nuovo sistema operativo mobile targato Google. Soltanto ieri la community di developer indipendenti ha sfornato una pre-alpha della piattaforma per il primo modello Droid (Milestone in Europa) lanciato oltre due anni fa. Lo stesso era successo nei giorni scorsi anche per il tablet Motorola Xoom e lo smartphone HTC Desire. Insomma, lo zampino degli sviluppatori arriva anche dove falliscono bigG e i produttori.

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