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Amazon e il supercomputer che non esiste

Il supercomputer virtuale di Amazon è formato da una rete di cluster distribuiti in tutto il mondo e utilizzato dal web service EC2.

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Amazon ha costruito un supercomputer che occupa la posizione 42 nella classifica Top 500, utilizzato dal web service Elastic Compute Cloud (EC2), ma rispetto agli altri supercomputer ospitati nei laboratori governativi o nelle università, quello di Amazon non esiste. Si tratta infatti di una rete di data center distribuiti in tutto il mondo e non concentrati in un unico edificio.

Il supercomputer di Amazon, costituito da circa 17.000 core Xeon, possiede una potenza di elaborazione massima pari a 240 TFLOP. A differenza di altri supercomputer, quello di Amazon può essere utilizzato da chiunque. L’infrastruttura distribuita rappresenta il classico esempio di cloud computing, dove l’elaborazione dei dati viene effettuata in Rete. Per questo di parla di supercomputer virtuale costituito da server virtuali e storage virtuale, anche se in realtà l’hardware utilizzato per il cluster di macchine è reale.

Nell’era di Internet e del cloud computing non è necessario realizzare costosi data center centralizzati che spesso sono utilizzati da poche aziende per svolgere compiti specifici. Chiunque può sfruttare la potenza di un supercomputer attraverso un click del mouse. Amazon EC2 viene impiegato per simulazioni di fluidodinamica e dinamica molecolare, analisi dei rischi, analisi finanziaria e sequenziamento del DNA, con un costo molto più basso rispetto ai tradizionali supercomputer dedicati.

Non tutti sono però d’accordo con l’utilizzo dei servizi cloud per eseguire compiti specifici. Alcuni noti produttori di supercomputer, tra cui Cray e Penguin Computing, ritengono che non si possano ottenere prestazioni e risultati paragonabili a quelli offerti da cluster dedicati. I primi 25 supercomputer della Top 500 sono macchine assemblate per svolgere applicazioni specializzate, ma Amazon EC2 può essere impiegato per eseguire gli stessi compiti, anche se a velocità inferiore. Inoltre, costruire un data center con cluster da 30.000 core costa fino a 10 milioni di dollari, mentre un supercomputer virtuale con 30.000 core costa solo 1.279 dollari all’ora e può essere utilizzato da tutti.

Fonte: Wired • Notizie su: