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Google e la guerra dei voli

Google ha iniziato a pubblicare i risultati per la ricerca di biglietti per i voli aerei: le modalità della pubblicazione danneggiano però gli intermediari

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I gruppi che consentono di prenotare voli online sono sul piede di guerra ed il nemico comune è Google: l’entrata del motore di ricerca nel mercato delle prenotazioni aeree, infatti, rischia di sconquassare gli equilibri di mercato mettendo a rischio le posizioni fin qui consolidatesi nel tempo.

Tutto inizia con l’acquisizione della ITA Software. Grazie a questa mossa Google ha garantito per sé un motore di confronto tra i prezzi delle diverse compagnie aree, con la possibilità di portare sul motore di ricerca preziose informazioni al servizio di chi intende viaggiare ottimizzando i propri orari e la propria spesa. Fin da subito sono state molte le contestazioni: l’entrata di Google rischiava di mettere a rischio servizi similari posti in essere da più entità, diminuendo la competitività e garantendo al motore di Mountain View una fondamentale posizione di vantaggio. Le indagini del DOJ non hanno però portato a bocciatura alcuna: l’operazione è andata a buon fine con la sola imposizione a Google di mantenere in vita i servizi che la ITA Software già garantiva ai vari clienti. Così facendo il motore di confronto per i voli sarebbe rimasto a libera disposizione per chiunque avesse voluto avervi accesso. Nel momento in cui il servizio Google ha preso il via, però, i nodi sono venuti nuovamente al pettine.

Il problema è identificabile nell’ordine in cui i risultati sono ordinati sulle pagine di Google Travel. Il gruppo ha iniziato infatti da poche settimane ad inserire in cima alla pagina i risultati provenienti dal servizio ITA Software, con confronti diretti sui vari voli con link alle compagnie. Così facendo Google si pone pertanto in diretta concorrenza con gli intermediari che fino ad oggi gestivano il processo delle prenotazioni. A questi ultimi, però, è riservato soltanto un posto a fondo pagina, privilegiando pertanto fortemente il ricorso alle risorse interne.

Da una parte vien fatto un discorso di opportunità e qualità del servizio: Google garantisce a sé le posizioni migliori poiché consente di bypassare un intermediario a favore di un link diretto a chi fornisce i voli ed i prezzi. Dall’altra vien fatto un discorso di antitrust: può Google sostituirsi a gruppi a cui entra in concorrenza, decurtando una importante fonte di traffico per ritagliarsi uno spazio nel settore?

Google da parte sua si dice praticamente “costretta” alle proprie scelte: se il gruppo non privilegiasse le compagnie aree agli intermediari di prenotazione, le compagnie stesse potrebbero interrompere le collaborazioni con il motore. Chiaramente Google non ha però fatto resistenze in tal senso poiché ha un ovvio vantaggio nel porsi come soluzione alternativa ad Expedia ed altri grandi nomi del comparto.

Il motivo del contendere, secondo quanto emerso dal Wall Street Journal, è infatti tutto nella destinazione dei link: Google non porta traffico agli intermediari, ma soltanto alle compagnie aeree. Così facendo prende posizione, ne trae vantaggio e si crea una nuova nicchia di indubbio interesse. Il braccio di ferro è destinato a perdurare ed in questo quadro i consumatori ne ricaveranno conseguenze soltanto indirette: la partita che si sta giocando ad oggi è prettamente business, ma dagli equilibri di mercato che ne conseguiranno sgorgheranno i prezzi che l’utenza avrà a disposizione per i voli del futuro.

Fonte: Wall Street Journal • Immagine: Marina Avila • Notizie su: