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Italia-Programmi: la truffa e la beffa

Italia-Programmi continua indisturbato a mietere vittime. La truffa in questione corre sul Web da anni e solo ad agosto scorso l'Antitrust è interventuta. Ma la beffa è che il sito continua a esistere e a ingannare i propri clienti indisturbato.

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Abbonamenti per scaricare software in realtà gratuiti e intimidazioni di pagamento: Italia-Programmi continua così a truffare i suoi clienti. Peccato che questi non sappiano neppure di dover pagare qualcosa, al momento della registrazione. E, nonostante le denunce e l’intervento dell’Antitrust, il sito continua indisturbato il suo lavoro illecito.

La truffa in questione naviga sul Web da anni. Prima Easy Download, adesso il nuovo dominio: sono ormai molte le persone cascate nel tranello, troppe quelle che continuano a pagare. Chi ha registrato un proprio account su Italia-Programmi prima del 29 agosto 2011 è stato vittima di un raggiro, in quanto né la schermata di registrazione né l’email di conferma spiegavano le condizioni contrattuali e il pagamento della cifra poi richiesta. In quella data, l’Antitrust ha aperto un’istruttoria, intimando la società di cessare la sua condotta commerciale scorretta.

In particolare, l’ordine pervenuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguardava la pubblicità ingannevole sui motori di ricerca da parte del sito, che incoraggiava alla registrazione dichiarando “la fruizione gratuita di software scaricabili da www.italiaprogrammi.net“. Inoltre, l’Antitrust ha ricordato di rendere chiaro sul sito stesso il pagamento necessario per usufruire del servizio e, non ultimo, di cessare ogni attività di sollecito di pagamento nei confronti dei raggirati.

Ma Italia-Programmi ha pensato bene di continuare a beffare. Ha sostituito infatti sul sito la dicitura “Crea il tuo account” con “Crea il tuo account a soli 8 euro al mese”, ma la scritta è visibile solo nei giorni e negli orari lavorativi, week end esclusi. Quindi una seconda intimidazione è arrivata dall’Antitrust il 13 ottobre scorso. Il risultato? La modifica è stata ripristinata, e la truffa è tornata online 24 ore al giorno. L’ADUC spiega:

«Il problema è che alcune autorità hanno per ora sottovalutato il problema e, soprattutto la Procura della Repubblica, investita da una nostra denuncia e centinaia di altre in tutta Italia, tarda a intervenire per porre sotto sequestro il dominio Web di questi truffatori. Mentre la Polizia Postale, che comunque informa sul fatto che non bisogna pagare a fronte delle minacce che si ricevono, valuta al momento la vicenda solo in termini contrattuali e non penali: cioè come se fosse solo una pratica commerciale scorretta (da cui l’intimazione dell’Antitrust e la sanzione in arrivo) e non una truffa».

Il consiglio è quello di non pagare nulla e di ignorare ogni richiesta da parte di Italia-Programmi – anche a fronte di minacce di recupero crediti per vie legali. Inoltre, segnalare sempre eventuali novità riscontrate e, per sollecitare l’intervento da parte delle autorità, denunciare l’accaduto presso la Procura della Repubblica della propria città.

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